di Marcello Buttazzo –

Non cerco pace, quiete, stantio riposo. Nelle spire del giorno, un sole scalmanato che incendi l’anima. Nelle braccia della notte i tuoi baci non accomodanti, ma scarmigliati. Non cerco silenzio, ma un assordante frastuono, una musica spaccatimpani. Cerco quel che non ho e quel che non so. La dolce viandante ha i tuoi occhi d’oceano turbolento. Ti cerco pianamente e ostinatamente di là dell’immobilità di questo reo tempo. E se tu mi recitassi una piccola preghiera di storie silenziose per scovare l’origine della vita? E se tu mi mostrassi il rosa, l’azzurro, il rosso, su una tavolozza di stupore per impastare amore e incanto? Sei venuta nel mio paese. In una mattina celeste hai traversato strade, vie. E il tempo. Hai strabiliato di te lo spazio al ritmo del tuo passo. Danza solo danza, nei tuoi movimenti lenti di musa-arcangelo, di musa- angelo. E la poesia, la vera poesia di chi sa spendere parole per creare meraviglia e lampi di sole. Non c’è nitore, né virtù di suono, non c’è clamore che non sia la tua voce, il trasalimento del tuo pensiero, che balza al galoppo come cavallo impazzito guidato dalla ragione, dall’istinto, dalla passione. Non c’è ardore che scompigli la fiamma, non c’è bramosia di visione che non sia il tuo viso, la purezza adamantina del tuo viso, paesaggio unico virente di pura foresta, da respirare docilmente a fari soffusi. Il tuo sguardo benevolo sulle cose del mondo ha fatto tornare stamane lattea l’aurora. Mi sono perso, arreso in un’alba primaverile di fine marzo. Mi sono ritrovato, rinfrancato ancora e ancora nella tua bellezza, che sa svellere le porte dell’infinito. Tace il remoto ondeggiare del tempo. Tace ogni tormento e il silenzio che mi porto dentro è acqua viva di sorgente. Preghiera e laico rosario di passione questo silenzio, come la placidità dei tuoi occhi di fiamma, sommovimento dei mari del Sud. Neri i tuoi occhi, come le more d’ottobre, da mangiare avidamente. Evocativi i tuoi occhi, come scenari di guerrieri, di spade. Lotte d’amore nei tuoi occhi, corse fanciulle sitibonde di sole. E quella luce che barbaglia nei tuoi occhi, come l’aurora più attesa. Tace l’antico murmure del tempo, tace perfino il silenzio. I tuoi occhi sono il dono infinito, la voce che sempre mi porto dentro. Non avere paura del tuo tempo, l’incedere del momento è un fanciullo che tu ami. È una bimba con le trecce d’oro, che tu stringi a te per non sentirti mai sola. Non avere timore del giorno, ad ogni notte, ad ogni avvilente bruma, succede ineludibilmente l’aurora più scintillante del mondo. Non avere riserve sull’amore, ciò che tu doni agli altri, la tua essenza, la gratuità, l’attenzione sono giacimenti di splendore. Coltiva le attese, le speranze, le utopie, i sogni. L’interminata vita t’attende stupita come sempre per strada.

Marcello Buttazzo