Nella terra desolata
di Marcello Buttazzo –
Aprite gli arsenali di grano, fate tacere gli arsenali di guerra. La gente ha fame e sete di verità, di giustizia, di equità. Silenziate le armi, padroni della terra. La terra è violata, la terra è sconfitta, la terrà è martoriata dalla vostra smisurata, insensata cupidigia. La terra giace in un lago di sangue. I bambini uccisi, le vecchie e i vecchi in fuga, sono la vostra condanna a morte. Non c’è dio della misericordia che possa perdonare la vostra folle crudeltà. Non c’è uomo che non sappia distinguere il probo, dall’iniquo. Padroni del mondo siete la iattura, la rovina delle civiltà. L’umanità ferita naufraga fragorosamente. Muore l’umanità sofferente. Grida l’umanità avvilita la rabbia e lo sdegno, il rovello di sapersi indesiderata. Non c’è pietà, nessuna misericordia per gli ultimi della terra, che scappano coi loro pesanti fardelli pieni di tormenti, di afflizioni. Eppure apparteniamo tutti ad un comune lignaggio. Eppure siamo fratelli e sorelle. Siamo tutti figli d’una Natura piccina. Siamo tutti spiriti in pena in fuga dalla morte, dalla cattiva sorte. Siamo tutti anime sole alla ricerca disperata della buona stella. Il truce fragore delle armi, per il momento, tace in Palestina. I profughi ritornano fra le rovine di Gaza, che piange tutte le lacrime del mondo. Le case sono state distrutte dai bombardamenti, sbriciolate, dalla furia dell’esercito israeliano. Quanto è stata iniqua e crudele la guerra di sterminio guidata da Benjamin Netanyahu. Fra le persone che ritornano ci sono bambini, anziani, feriti. Si rientra verso il nord della Striscia a piedi, su carretti, su veicoli di fortuna. Tutto manca a Gaza. Secondo l’International Network for Aid, Relied and Assistance, “sono circa 300mila i palestinesi ritornati nel nord di Gaza”. Manca davvero tutto in questa terra desolata. Non ci sono tende. L’accesso al cibo e all’acqua è estremamente complicato. Morti, feriti, lutti e lacerazioni profonde e insanabili ha causato il terribile conflitto. Il criminale di guerra Benjamin Netanyahu, prima o poi, dovrà rispondere davanti alla Corte Penale Internazionale della sua efferata, inumana condotta.
Marcello Buttazzo

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