di Francesco Pasca –

Tempo fa scrivevo su Marcello Buttazzo: “Pizzicare il culo alla luna”. Quella mia accezione, di un termine, “pizzicare”, la fantasticavo in una recensione su Spagine di Mauro Marino in occasione e in aggiunta alle tante per le già poetate esternazioni sull’Amore e per le Cose del mondo del Buttazzo. Accadeva, credo, nel 2015. Altre di quelle mie affabulazioni ne sono seguite in ottemperanza e all’editare le nuove liriche dell’amico poeta. Perché ne scrivo e ne sortisco con quel “pizzicare”? Semplice. In una domanda retorica trova il già da me detto: “…Marcello “È” nel ventre di una donna, di ogni esergo, di ogni imperativo col leggere gentile in una congiunzione…” Il passo poetico dell’amico poeta è per me in un metafisico cosmico, appartiene al senza tempo, al vorrebbe o se preferite all’indefinito di un tempo da noi dichiarato in distanze da raggiungere per fare, in anni luce da attraversare per renderle ravvicinate e altrettanto infinite. Il mio amico Marcello, in Amore o in un Paradosso, termini disconosciuti dai più, ama come me il colore e vuole trovarsi tra primari e avere l’equivalente del poterli mescolare, spalmare su superfici da scrivere, dipingere e fare a loro assumere tono e suono. Leggerlo è andare a cercare l’Amore mai appagato e bisognevole di nuove scoperte e collocazioni tra i versi liberi di un andare, appunto, a seguire o inseguire: “il culo della luna e ripizzicarlo”. Può sembrare irriverente ma vi assicuro che, in esergo, di prima persona trovo ancora una volta l’ennesimo avvicendarsi con il titolo accattivante, tradotto in: “Ti seguii per le rotte” per i Quaderni del Bardo. Quarantacinque canti sulla prima vocale e lettera dell’alfabeto, Amicizia e Amore, affiancati, delicatamente coniugati con tutti gli aggettivi possibili. Delicatezza è la cifra da lui adoperata nei versi anche quando si “sbatacchia” per non trovarsi in un “disincanto”. Il “migrante” lo vede salvato dal “rigore” degli “altri”. Ma il suo rigore non sono gli “altri”, né il mare irrispettoso, lui sa che il mare vuole il rispetto di chi lo sa realmente amministrare. Il suo rigore è al contempo poesia dove cantare tranquillamente il “grillo che muore”. Sensibilità è uno dei tanti aggettivi da coniugare con le parole Amore e Amicizia. “Pizzicare il culo alla Luna” è svegliare l’animo di chi lo ha assopito. Leggere la Poesia di Marcello Buttazzo è svegliarsi. Buona lettura.

Francesco Pasca