La “Parola c’è” di Tyna Maria
di Marcello Buttazzo –
Nei mesi scorsi, presso la Biblioteca comunale di San Pietro in Lama, s’è svolto il laboratorio emozionale “Parola c’è” con la direzione artistico-pedagogica di Tyna Maria. Si partiva da un paradigma centrale: la forza creativa della parola. Insieme all’amico Giuseppe Fioschi, ad altri volontari e volontarie, ma soprattutto grazie all’apporto dei ragazzi e delle ragazze delle scuole medie salentine, ho partecipato a questo interessante esperimento conoscitivo. L’obiettivo manifesto di Tyna Maria era quello di far balenare in ciascuno di noi e in ciascuna di noi una maggiore consapevolezza comunicativa e relazionale. Nelle giornate di studio e di laboratorio (generalmente di sabato) si sono tenuti Workshop con artisti internazionali. Fra i convenuti ricordiamo Matteo Belli, Albert Hera, la psicoterapeuta sarda ed esperta di fotonarrazione Gisella Congia. Sono state giornate intense di lavoro, partendo proprio dal principio che la parola può avere una funzione e una postura multipolari. L’esperto di vocalità sperimentali Albert Hera e l’attore e regista teatrale Matteo Belli hanno posto l’attenzione, in particolare, sulle varie modulazioni della voce e sulle emozioni intime suscitate dalle diverse parole. I più grandi e i più giovani hanno scandagliato a fondo la loro interiorità, nella contezza che solo scavando nel sommerso si possono far emergere in superficie inevitabili zone d’ombra e anche tracce di splendore. Abbiamo preparato degli scritti, un testo per la canzone di Tyna. Simona con il suo laboratorio di manualità, Mauro le sue foto e i video. Mercoledì 10 luglio 2024, tutti assieme, abbiamo rappresentato il nostro lavoro in un concerto di arti varie presso la Villa comunale di San Pietro in Lama. Erano presenti, tra gli altri, il sindaco Vito Mello, assessori e funzionari del Comune salentino. Tantissima gente, venuta anche da fuori. Io avevo scritto una poesia dedicata ai ragazzi e alle ragazze, Giuseppe un suo monologo autobiografico, don Emanuele e Giorgia alcune loro riflessioni. I ragazzi sono stati veramente impegnati nel concerto e in altre mansioni. Come appendice, ci sono state attività circensi. Simona, all’entrata della Villa, aveva esposto i cartelloni di materiale riciclato, preparati con le ragazze, con i ragazzi. La serata è stata emozionante. Il medium che ha mosso e scosso ogni cosa è stata, senz’altro, la parola. La parola può essere, talvolta, inopportuna e può ferire. Ma la parola può anche edificare ponti di conoscenza.
Tyna Maria e il suo “Caino è Abele”
E sempre per rimanere fedele allo strumento pacifico e non violento (si spera) della parola, sono entrato in possesso d’un libro di poesie di Tyna Maria dal titolo “Caino è Abele”, con il sottotitolo “ma tu chiudi gli occhi e dillo di nuovo”. La silloge è stata pubblicata, nell’aprile 2022, da “L’officina delle parole”. Il curriculum vitae di Tyna Maria è molto ampio. Ricordo solo che lei è esperta di Voce e di Coralità Emozionale, cantante e compositrice di Inspirational Gospel e Life Music, si occupa di crescita personale e dinamiche relazionali. Tiene laboratori di “Corporeità della Voce” presso la sede Nazionale per la Scuola Triennale e il Master di I livello presso il dipartimento di Studi letterari, filosofici e storia dell’arte dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Tyna viene definita Scrittrice d’Umanità. E comprendo a pieno ciò non solo dalla lettura dei suoi versi, ma già dalla dedica fatta da lei sul libretto donatomi: “A Marcello, l’arte è un’intuizione di quanta Umanità è capace l’uomo. Con Affetto e Amicizia”. In effetti, l’approdo al disvelamento artistico non sempre e piano e agevole. A volte, è difficoltoso e malagevole. Quante volte il poeta, lo scrittore, il pittore e lo scultore devono traversare disagi intrinsecamente esistenziali, devono smussare e digerire travagli laceranti, prima d’approdare ad una forma d’arte valida e decorosa. In certo modo, se riuscissimo a non stagnare nel dolore e riuscissimo a mutuare i disagi, trasformandoli in nuove sorgive aurore vitali, potremmo diventare artisti della nostra vita, secondo i canoni d’una bellezza seconda. Il libro di poesie di Tyna Maria porta come dedica: “A mio fratello Nicola Galileo, mio canto nel nostro canto di cotone”. E dai versi commoventi intuiamo l’importanza di questo fratello, luce del divenire. Tyna ci esorta alla meditazione. Lei ha una solida cultura cristiana, crede nell’attesa e nella speranza. Tyna sa che nessuna vita è perduta, che “tutti hanno un cuore” (come canterebbe Francesco De Gregori), sa consolare le lacrime, le sa trasformare in gioia. E, soprattutto, sa scorgere la luce, dove solitamente possono dimorare anche le tenebre. Tyna ha una spropositata fiducia nell’uomo e nell’infinitamente piccolo. La sua poesia è parola, lettera, canto. Lei conosce le regole auree dell’esistere: sa che ci vuole molto più coraggio ad amare che a ferire. È devota alla vita, a questa minuscola cosa infinita. L’amore per una persona può essere come un pentagramma dei Sensi. La persona amata può essere profumo terroso, dolore velato, silenzio. Per Tyna, “la Voce, dal gemito al vagito, è il moto della Coscienza”. Nei versi campeggiano ricordi meravigliosi sugli affetti. Alcuni suoi versi sono massime sapienziali: “Non è mai troppo distante l’Umanità/ quando la si cerca./”. L’umanità, l’essere umano e l’agire delle persone vanno cercati con cura, con scrupolo, con amore. “Caino è Abele” è tutto voce, canto, armonia, unisono, polifonia. Ma tutto ciò non si ottiene gratuitamente o al mercato globale del compra, usa e getta, ma solo dopo un percorso attento, analitico, scrupoloso. Grazie a questa silloge abbiamo la fondata certezza che la poesia debba essere compartecipazione, condivisione. In “Caino è Abele” si esaltano l’amicizia, la gratitudine, il dono. Quell’insieme di beni immateriali, che sono alimento spirituale. In molti passaggi della raccolta, c’è un continuo elogio alla vita: “Fa’ che la vita si lasci incantare/da quanto amore sei capace di amare. /” “Caino è Abele” è un canto ininterrotto e devoto all’esistenza, alla voce che risuona, e può aprire scenari d’amore.
Marcello Buttazzo

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