Nota di risonanza su “SOMMESSE PREGHIERE” di Marcello Buttazzo
Collettiva Ed. Indipendenti, Lecce 2025

di Serena Corrao –

Che la Poesiaè preghiera, si sa.

È la voce dell’Universo che tramaglia attraverso le bocche degli uomini, e ritorna a sé; filtrata da un particolare e restituita al proprio universale, come spaccata da un prisma nelle mille sfumature della luce, ma la Luce è una sola.

Voce dell’Universo, dunque, che corre sulle centomila bocche dei poeti, ma è unica nel dire il senso, come un indessicale che punta dritto a un unico riferimento.

E il senso è: l’Amore. Generoso, generante, umile, eterno, ferito ma instancabile; codice assoluto della Vita.

Ab-solutus, sciolto, come sciolto è il dire di Marcello Buttazzo quando, appunto, il particolare del tessuto corporeo che è coltura della sua parola, non imprigiona nell’individuale, ma scaglia subito la freccia dell’universale, apre le ali al suo volo eterno.

Così, il piccolo, specifico umano gesto di un caffè offerto, trascolora nel luminoso atto universale dell’Amore, del farsi assoluto del Dono: il nero ebano della giovane senegalese, il bruno tostato del caffè, la perla del sorriso e tutti i colori di ‘Maria dei braccialetti’ si annodano nell’unico fascio diamante di luce: “è sole che illumina”; è sembianza diafana dell’Amore universale.

Similmente, il corpo particolare dell’amata dagli occhi verdi più del mare è il sussulto universale dello Sguardo d’Amore; e ancora, la madre amata di disperato amore, striato di paure lacerate e insonni, è l’Istantaneo terreno, traducibile nell’universale dell’amore verso la Vita generatrice. È di nuovo Luce: è il sole che travalica le finestre, carezzando ogni cosa.

Nove poesie, nove canti di e nella gioia, nell’ardore di saperti viva; e ciò che è vivo chiede sguardo amoroso e amorevole, chiede ‘cura finché c’è’, finché ci siamo; entusiasmo, sussulto del cuore nella festa della vita.

Non c’è da immalinconirsi, da perdere tempo, nel tempo che c’è concesso in questa stagione incerta.

C’è da schiattare di ansia di vivere, imitando la forza della madre, combattiva, coi suoi novant’anni che hanno la forza di centomila cavalli al galoppo. C’è da fare rumore di vita e poi silenzio, se nel silenzio siamo più veri, più umani. C’è da osservare la radice della vita, che scandisce il tempo; c’è da giubilare nell’esperanto declamato a voce alta.

Marcello Buttazzo è una lettura infinita, cornucopia ricchissima, il poeta che non basta mai, la poesia che sazia e asseta. Scrivi e scrivi ancora, Marcello! Istruiscici alla Vita!

Preziosa la scelta della Casa Editrice di onorare il “gusto puro e concentrato” che offrono manciate di poesie, strappate ai cassetti e donate al mondo, invece di lasciarle in attesa di un ventre più gonfio.