di Marcello Buttazzo –

Internet, di certo, è una grandissima occasione di scambio, un serbatoio inesauribile di informazioni. Un villaggio globale, aperto alla comprensione, ai venti della conoscenza. Internet rappresenta una moderna rivoluzione liberale, che ha stravolto vecchi e ormai sorpassati paradigmi consolidati: ognuno di noi è protagonista e può sentirti anche parte integrante d’una comunità. Epperò, esso va gestito con acuta parsimonia, va maneggiato con cura estrema, stando sempre accorti alle possibili degenerazioni, alle eventuali derive del pensiero e di applicazione. Di recente, Tiziana Cantone, una giovane 31enne, ha deciso tragicamente di suicidarsi, perché sottoposta ad una indecorosa gogna mediatica per la diffusione di alcuni video hard, che la vedevano protagonista e che erano stati messi in Rete a sua insaputa. In questi giorni, apprendiamo che è stato addirittura messo in Rete un video hard d’una liceale di Pozzuoli, ripresa mentre ha rapporti intimi con un uomo più grande. Pare che la ragazza sia stata bersagliata virulentemente e ferocemente da certi biechi frequentatori di Internet, tanto da cadere in depressione e da essere indotta a non uscire più da casa. Siamo al cospetto di vicende squallide, di vero e proprio cyberbullismo. Il sindaco di Pozzuoli ha fatto bene ad attivare i servizi sociali per difendere la ragazza maltrattata e sottoposta al pubblico ludibrio. Purtuttavia, in un contesto a più ampio spettro, in un’opera di diffusa socializzazione delle conoscenze, la famiglia e la scuola sono le istituzioni primarie, sentinelle d’elezione, che dovrebbero sempre salvaguardare alcuni punti fermi e insegnare ai più giovani una aurea e inesausta costellazione di solidi valori, di validi principi. Nella fattispecie, i ragazzi dovrebbero capire che l’educazione sentimentale deve seguire canoni di rispetto, di praticabili possibilità, e che non è una mansione puramente vestigiale, ma qualcosa di preliminare, d’essenziale. Il corpo femminile, maschile, è qualcosa di sacro e, in un’era di decadimento, può finire perfino in pasto ai predoni di Internet. È necessario più che mai senso della misura, del buon senso. Saper invogliare i ragazzi al gusto della libertà sana e consapevole, è uno dei compiti più ardui, che gli educatori devono assumere a modello pedagogico fondamentale e dirimente, da seguire fedelmente.

Marcello Buttazzo