di Marcello Buttazzo –

Per gli ultimi della terra non c’è pace. A diverse latitudini prevale la malsana pseudocultura delle deportazioni. L’Organizzazione internazionale per le Migrazioni (Oim) ha reso noto che 613 migranti del Niger sono stati deportati con la forza nella città desertica di Dirkou lo scorso fine settimana. I disperati sono stati trasferiti brutalmente a bordo di camion, con un viaggio “pericoloso e traumatizzante” attraverso la regione del Sahara fra la Libia e il Niger. Fino a quando si continuerà a fare strame, cencio degli esseri umani? Fino a quando si persevererà con un trend politico ottuso e assurdo, che ha l’unico risultato di creare estese sacche di desolazione. Le organizzazioni umanitarie accusano anche la latitante Europa, che si tappa gli occhi e le orecchie, fa finta di non vedere i continui abusi, le atroci violazioni di cui sono vittime i migranti in Libia. L’Europa delle banche e della burocrazia non ha cuore la sorte dei poveri cristi, costretti a trasmigrare da una zona all’altra, dal momento che le politiche popolazionistiche europee sono incentrate più che altro su piattaforme tendenti a contenere i flussi migratori. Emblematiche le parole di denuncia di David Yambio, portavoce dell’organizzazione non-profit Refugees in Libya: “Questa è la politica di confine dell’Europa, messa a nudo, esternalizzando espulsioni di massa e morte alla Libia, dove il deserto diventa un cimitero”. 

Marcello Buttazzo