Su “Attendo notizie” di Gianluca Marinelli
di Serena Corrao –
L’ARTE E LA SUA NARRAZIONE
Note a margine della mostra e del catalogo
“Attendo notizie” curati da Carmelo Cipriani
Gigi Rigliaco Gallery. Galatina (LE)
15 febbraio – 25 marzo 2025
Catalogo con testo critico di Carmelo Cipriani
Edizioni Esperidi, Marzo 2025
Un vero artista. I segni apparentemente indecifrabili all’occhio della mente arrivano nel profondo e dischiudono la loro inequivocabile semantica: la guerra, la distruzione, le macerie dal cuore chiuso, che serbano ancora gelosamente la possibilità di ricostruzione; il balbettio scomposto dei frantumi che esplodono nel loro volo fragoroso, assordanti come uccelli feriti, schegge che trafiggono la pupilla di bagliori vitrei (Sbattuto dal vento, l’occhio lacrima al contrario, 2024). È un corpo a corpo tra un cielo verticale e affilato e l’anima smarrita. È vetro con vetro, cristalli che si incontrano e specchiano: l’oggetto distrutto e l’occhio del distruttore. Perché Caino è in ognuno di noi e aspetta di essere risanato, in un percorso frammentato di tessere (Fermo, ad ascoltare i tordi e le gazze, 2024), che cercano armonia nel loro susseguirsi geometrico, laddove le immagini, invece, sembrano dissolversi, perdono il fuoco; si offrono rossigne, aride di terre abbandonate, solcate da frasi e sintagmi, che vanno smarrendo anch’essi i contorni semantici nel loro susseguirsi irregolare, saltando le tessere di una scacchiera che vuole disperatamente ricomporsi, tra le “urla di belve più antiche delle ere geologiche”, e lo strazio dei fucili, e il sangue che colora i solchi della terra e cerca a fatica le ragioni di un perdono. Ma la voce è strozzata e le mani accartocciano carte iniettate di nero e compulsivi colori (Con la corsa risvegliava il vento, 2022), per farne altrettanti proiettili di memoria.
Eppure, ricostruzione c’è all’orizzonte, se il verde (Sempreverde, 2024) degli estinti ulivi che hanno fatto paesaggio all’anima per generazioni, non è morto come quei tronchi, ma ne succhia ancora le ultime linfe vitali, spumeggiando di speranza; e se il blu (Oltremare, 2024) di un mare che ha cullato i corpi dei figli della terra bramosi di terre promesse, è acceso e vivo del più profondo omaggio al coraggio di un’Umanità che ha ancora fede negli approdi possibili al Bene.
Gianluca Marinelli colpisce dritto al cuore, ne sconquassa i palpiti in un’aritmia che sta a noi ricomporre in una ricerca di senso individuale. Percorre le vertebre a una a una e scende a interrogare l’inconscio, dove si annida quel fucile armato e Abele che alza le mani a chiedere pietà.
Chiede pietà l’Uomo a un gesto d’arte, che nel suo giro di boa sui ricordi e sui vissuti, sugli insulti del mondo e della storia, risana l’Artista e, con lui, un pezzo dell’Universo.
Tutto questo è mirabilmente ritratto, in immagini e parole, in un catalogo che si fa anch’esso strumento artistico: il panorama e il dettaglio, l’informe e il figurato, gli smalti liquefatti sulla carta, i codici cromatici esaltati da un bianco infinito, privo di cornice, il sussulto emotivo governato dal voltare di pagina, cadenzato secondo il ritmo personale, accessibile, tollerabile dal fruitore: l’arte, nel più elegante dei suoi ritratti fotografici, offerta al passo del fruitore, della sua meraviglia, della sua ansia, della sua ingordigia di bellezza, dell’esitazione di fronte al sentire se “è dove non dovrebbe essere” (testo dell’Artista). Mentre non manca il contributo delle parole, tanto dell’Artista, che appunta chiavi interpretative dei suoi simboli, quanto della generosa ermeneutica tentata dal critico Cipriani verso il “viaggio tra memoria e macerie” del Marinelli; un’esegesi attenta e sottile, al colmo della sua sensibilità di interprete inquisitore di ogni increspatura dei lavori dell’Artista, dove “si trattiene o si prepara l’energia”: quella per tracciare con temperature ardenti e spremiture di colori “un’Odissea contemporanea”, “ibridata tra realtà e finzione”, che possa disinnescare “traumi individuali e collettivi” e, di converso, innescare una virtuosa deriva filogenetica spirituale verso una Nuova Umanità.
Serena Corra

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