di Antonio Stanca –

llegati al settimanale “Oggi” stanno uscendo i romanzi di Marco Malvaldi. Si è iniziato con quelli della serie “I delitti del BarLume” e si è giunti al quinto, Il telefono senza fili, comparso di recente su licenza dell’editore Sellerio. La serie risale al 2007 e il primo romanzo, La briscola in cinque, era stato l’esordio di Malvaldi scrittore. Il telefono senza fili sarebbe venuto nel 2014. Di genere poliziesco erano state quella serie ed altre opere venute dopo. Pure di altro genere avrebbe scritto Malvaldi ed anche saggista sarebbe stato. 

Nato a Pisa nel 1974, qui ha studiato e si è laureato in Chimica. Come chimico ha iniziato a lavorare presso la stessa Università per poi dedicarsi completamente alla scrittura. Molto ha scritto se si tiene conto che ha solo quarantanove anni. Ha scritto pure in collaborazione. Premiati sono stati molti suoi lavori. Una riduzione televisiva ha ottenuto “I delitti del BarLume”.Scrivere per Malvaldi è come un’urgenza, un bisogno, un richiamo al quale non può sottrarsi. Come un’operazione che non può rimandare, un dovere che deve compiere. Della vita egli scrive, di come si svolge, di quanto avviene a livello individuale e sociale, dei tanti problemi, delle tante situazioni che nei tempi moderni sono venute a crearsi in ambito nazionale e straniero. Il suo è uno spirito di osservazione molto acuto, la sua una capacità di riflessione molto profonda. Riesce sempre a spiegare, chiarire una questione, una tendenza, un fenomeno, un costume che si è definito o si va definendo. Gli è facile cogliere i collegamenti più impensati, più lontani e giungere a valutazioni molto importanti, molto utili. Un intellettuale impegnato è Malvaldi ed anche uno scrittore impegnato. Non c’è differenza tra le due posizioni: la sua narrativa è immersa in quella vita, in quella storia che lui saggista osserva, giudica, conosce negli infiniti aspetti che può assumere. Un suo documento, una sua testimonianza vuol’essere il romanzo, la vuole riflettere in tutto, anche nei modi espressivi. Un’occasione vuole diventare la vicenda rappresentata per mostrare quanto sta avvenendo insieme ad essa, come, dove si vive, cosa si pensa, si fa nello stesso tempo. Nei romanzi gialli quella vicenda è un misfatto compiuto inaspettatamente, sorprendentemente. Alcuni di essi, compreso Il telefono senza fili, risentono maggiormente di tale maniera poiché sono calati nella vita, nell’ambiente, sono popolati da tante persone, fanno posto a tante situazioni, dicono di tante cose. Secondario diventa il reato commesso, poco e frammentato è lo spazio che lo scrittore vi dedica dal momento che altro, molto altro ha da dire, da far sapere. E ci riesce Malvaldi ne Il telefono senza fili tramite “i vecchietti del BarLume”, i quattro assidui, anziani clienti del noto locale della cittadina di Pineta che mostra interessati a riferire, commentare, giudicare, valutare tra loro e con il personale del bar tutto quanto avviene a Pineta e dintorni, tutto quanto si sa, si dice o si pensa, si sospetta. Ampia, senza limiti è la vita della quale si viene a conoscenza leggendo l’opera. In un contesto così animato la morte del mago-truffatore Marcello Barbadori, della quale fino alla fine non si capirà se avvenuta per suicidio o omicidio, non acquista mai una particolare evidenza, rimane un argomento limitato alle lente indagini della commissaria Martelli e agli occasionali discorsi che su di esso lei intratterrà con i vecchietti. Tanto altro farà vedere Malvaldi, tante altre cose, tante altre persone, ognuna con i suoi problemi in casa e fuori, con le sue capacità, le sue intenzioni, le sue aspirazioni, le sue condizioni. Non si finisce mai di sapere, non ci si stanca mai. Completa, totale diventa l’opera anche se solo un giallo doveva essere.Non sono pochi gli autori di romanzi gialli in questi ultimi tempi, sembra si possa parlare di una vera e propria corrente. Va notato, però, che rispetto a quanto era stato proprio di questo genere narrativo ognuno dei nuovi autori si comporta a suo modo, lo interpreta, lo riduce alle sue intenzioni. Tra tanti modi di scrivere gialli oggi quello di Malvaldi non sarà il più riuscito ma certamente è uno dei più originali ed interessanti.

Antonio Stanca