Trasporti, i soldi tutti per il Ponte sullo Stretto
di Marcello Buttazzo –
Il governo Meloni, su sollecitazione del vicepremier e ministro dei Trasporti Salvini, ha deciso di stanziare ancora altri 1,5 miliardi di euro in più per l’edificazione del Ponte sullo Stretto. Risorse economiche sottratte ai trasporti. Al contempo, è deprimente pensare che la legge di bilancio di questo poderoso governo di centrodestra destinerà per il 2025 al Fondo Nazionale Trasporti solo 120 milioni di euro. Si può comprendere facilmente che la strategia operativa e di investimenti sia totalmente sbilanciata e sbagliata. Da tempo immemore, i cittadini del Sud aspettano la velocizzazione della linea tra Catania e Siracusa e il potenziamento della linea Sibari-Catanzaro Lido-Lamezia Terme. Senza dimenticare che la tratta Caltagirone-Niscemi-Gela è sospesa 13 anni e mezzo e che, al Nord, la linea Vicenza-Schio, frequentata da studenti e lavoratori, è ancora a binario singolo e non elettrificata. Sono solo alcuni esempi d’una rete ferroviaria totalmente deficitaria. Purtroppo, ci si sta intestardendo a sponsorizzare e a sostenere economicamente, quasi ideologicamente, un’opera mastodontica (il Ponte sullo Stretto), che indirizza tante nomine politiche e muove enormi interessi delle imprese. Il bene comune (di cui tanto si parla a sproposito) imporrebbe di guardare con occhi più chiari la realtà. Matteo Salvini e sodali dovrebbero essere più solerti a prestare maggiore attenzione anche alle sollecitazioni delle opposizioni e dei soggetti critici. Secondo il nuovo rapporto “Pendolaria” di Legambiente, “il Ponte sullo Stretto è un’opera inutile, che va abbandonata”. Epperò, l’immaginifico Salvini vuole continuare a pensare “in grande”, a preconizzare opere ipertecnologiche e avanguardistiche, lasciando nell’abbandono più totale la rete ferroviaria, che fa acqua da tutte le parti.
Marcello Buttazzo

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