Tra disincanto e incanto
di Marcello Buttazzo –
Al Circo Massimo, alla grande festa di Atreju, la premier Giorgia Meloni e i suoi compagni hanno celebrato gli scoppiettanti successi di questo governo di centrodestra. La leader di Fratelli d’Italia è convintissima, tra le altre cose, della bontà delle sue politiche popolazionistiche. Nonostante l’insuccesso delle deportazioni in Albania, Meloni al suo popolo ha scandito parole decise: “I centri in Albania funzioneranno”. Che, del resto, è anche il pensiero del ministro dell’Interno Piantedosi che, ospite ad Atreju, ha sostenuto: “Riteniamo profondamente di essere dalla parte del giusto e dico che andremo avanti”. Le destre di governo ritengono surrettiziamente di essere dalla parte giusta della Storia. Ma la realtà prospettata e agognata sovente non collima con la realtà effettiva delle cose. Sulle politiche immigratorie, il governo Meloni sta palesando diverse zone d’ombra. In questi ultimi giorni, il Consiglio d’Europa ha bocciato l’Italia governativa per i Centri di permanenza e rimpatrio (Cpr). In queste strutture ci sarebbero violazioni ed inadempienze di vario tipo, un approccio sproporzionato della sicurezza, qualità non eccelsa dell’assistenza sanitaria, mancanza di trasparenza da parte degli appaltatori privati. In particolare, nei Cpr di Milano, di Torino, di Roma, per “tranquillizzare” e silenziare i migranti si farebbe un uso smodato di psicofarmaci. “Una vergogna nazionale”, sono stati definiti i Cpr dal deputato di Avs Bonelli. Il Movimento 5 stelle evidenzia il fallimento totale delle politiche migratorie del governo Meloni: “Altro che modello da seguire, come Meloni diceva solo due mesi fa. Adesso l’Europa ci accusa di aver trasformato i Cpr in lager”.
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Lo scorso giovedì 12 dicembre, Roberto Vecchioni a sorpresa s’è presentato alla scuola primaria della nipotina travestito da elfo. “Mi chiamo Pinturicchio e sono un elfo di Babbo Natale”, ha detto il grande cantautore ai giovanissimi. E ha anche aggiunto: “Non esistono bambini cattivi”. Vecchioni, storico professore, poeta, scrittore, cantore d’amore, è una figura illesa di uomo positivo, che sa mandare messaggi fulgidi ai più giovani e ai meno giovani. Nella sua lunghissima carriera, ha sempre cantato la vita, le muse, la venustà dell’amore sentimentale. Ha dedicato pezzi memorabili a poetesse come Wislawa Szymborka ed Alda Merini, al maledettissimo Arthur Rimbaud, ad artisti fragili e geniali come Vincent van Gogh, a Napoli, a Milano, agli amori esperiti e trasognati, alla gente comune. Ha scritto struggenti melodie per i figli, come “Figlia”, “Figlio, figlio, figlio”, “Le rose blu”. Nella sua poetica ricorre sovente la parola sogno. Vecchioni è un esploratore certosino dell’animo umano. E i suoi versi in musica sono regno dell’immaginazione, ricchi di metafore, di miti, di rimandi. Ogni sabato sera, su La7, nel programma “In altre parole” di Massimo Gramellini, Vecchioni incanta con le sue lezioni accorate e divulgative sulla poesia, sulla bellezza, sull’umanità. Ci invoglia costantemente ad abbandonare gli stereotipi privi di valore e a seguire la strada virtuosa che fa tralucere le differenze di ciascun essere umano.

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