Siria, la propagazione delle guerre
di Marcello Buttazzo –
Viviamo uno sfilacciamento esistenziale, uno smarrimento antropologico, tragedie che incombono a varie latitudini. La stampa quotidiana e i telegiornali televisivi, in questi giorni, s’aprono tristemente con le notizie ferali della guerra in Siria. La marcia “jihadista” non s’arresta, i ribelli sono vicini ad Hama, la flotta russa è schierata e centinaia di combattenti iracheni sciiti, appoggiati dall’Iran, sono arrivati in Siria per aiutare il governo a combattere i ribelli, che hanno conquistato Aleppo e stanno dilagando nel Paese. Le fregate russe, che solcano il Mediterraneo, hanno lanciato missili ipersonici. In questa totale frenetica perdizione, gli Usa hanno colpito obiettivi militari fra Siria e Iraq. Vladimir Putin, interloquendo telefonicamente con il turco Erdogan, ha sostenuto quanto sia necessario fermare rapidamente l’aggressione terroristica contro lo Stato siriano da parte dei gruppi radicali. I capiclan iracheni non hanno ancora deciso se entrare in guerra e sostenere le operazioni degli insorti. Hezbollah, che ha subito gravi perdite contro Israele, non intende inviare rinforzi a sostegno di Damasco. Purtroppo, la terza guerra mondiale a pezzi, come lamentato da Papa Francesco, è davvero in atto. Le innumerevoli guerre, pianificate dai potenti della terra, sono la iattura del mondo. Le infinite guerre insanguinano le varie contrade. E a pagare il pedaggio più gravoso sono sempre i civili, i più indifesi, i più vulnerabili. Dalla Palestina all’Ucraina, passando per la Siria. Dal 27 novembre, solo in Siria, più di 48.500 persone sono state sfollate, soprattutto bambini e donne. La Siria patisce conflitti interni da tanti e tanti anni e i più piccoli sono stati sradicati più volte a causa di crisi precedenti. Le guerre sono la sciagura di questo tempo feroce, una vergogna assoluta, il crudele passo d’una civiltà allo sbando. In Siria, i civili sotto il ferro e fuoco delle armi sono costretti ancora una volta a fuggire. Il direttore regionale dell’Unicef per il Medio Oriente e per il Nord Africa, Edouard Beigbeder, ha dichiarato: “Sono profondamente allarmato dalla recente escalation di ostilità nel nord-ovest della Siria, che avrebbe portato alla tragica uccisione di almeno sette bambini e al ferimento di altri 32”. L’uomo moderno non si sa prendere cura dell’umano sentire. L’uomo moderno è il più feroce carnefice di se stesso.
Marcello Buttazzo

Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.