Salvini e la legalizzazione della prostituzione
di Marcello Buttazzo –
Matteo Salvini ha riproposto sui suoi canali social un vecchio cavallo di battaglia della Lega: la legalizzazione della prostituzione. “Sono personalmente a favore della regolamentazione del mestiere della prostituta o del prostituto scelto come lavoro, per toglierli dalla strada”, ha sostenuto il leader del Carroccio. Si tratta, ovviamente, d’una tematica molto delicata, che non può essere liquidata con approssimative asserzioni. In un’analisi non superficiale, si dovrebbe tenere conto d’un contesto molto ampio. E magari, dal momento che Salvini si professa cattolico integerrimo, dovrebbe prestare ascolto anche alle doglianze del mondo cristiano. Secondo buona parte dei cattolici e dei cristiani, le argomentazioni del “Capitano” “non tengono conto della dignità della persona che mette in vendita il suo corpo, volontariamente o (più spesso) perché costretta, non solo con la violenza fisica, ma anche con ricatti di vario tipo”. La tematica è molto sensibile e andrebbe affrontata laicamente con raziocinio, senza inasprimenti di sorta, ma con molta attenzione. Salvini, recisamente contrario alla legalizzazione delle droghe leggere, in questo caso si dimostra favorevole alla legalizzazione della prostituzione soprattutto per un fatto pecuniario. “La prostituta e il prostituto pagherebbero le tasse”, ha affermato il vicepremier. Il nostro “Capitano” potrebbe più proficuamente concentrarsi sulle migliaia e migliaia di evasori fiscali, che ingannano l’erario e la comunità tutta. Se volesse, il “Capitano”, potrebbe recuperare grazie alla sua riconosciuta sagacia denari evasi da certuni, per far funzionare doverosamente, ad esempio, la scuola e la sanità pubbliche.
Marcello Buttazzo

Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.