Porti chiusi
di Marcello Buttazzo –
L’emergenza coronavirus è pressante; epperò, alcune decisioni governative sono sconcertanti. I ministri De Micheli, Di Maio, Lamorgese e Speranza, hanno firmato un decreto, con cui si sancisce che i porti italiani resteranno chiusi fino al 31 luglio. I popolari politici di questo esecutivo di centrosinistra, sottoscrivendo il decreto, mirano, tra le altre cose, a bloccare, in particolare, la nave Alan Kurdi, che batte bandiera tedesca, e sta cercando un porto sicuro dove far sbarcare i 150 rifugiati salvati in mare. Non dimentichiamo che non è umano non accogliere doverosamente disperati provenienti dalla Libia, dove sono imprigionati in lager e torturati. Chi fugge da conflitti e da persecuzioni ha tutto il diritto di essere ricevuto come rifugiato. Pertanto, come non condividere, come non dare ascolto al quaderno di doglianze del padre comboniano Alex Zanotelli, che chiede a questo meraviglioso governo di centrosinistra (?) di ritirare il decreto. Sulle politiche popolazionistiche e immigratorie, questo nuovo esecutivo Conte s’era impegnato ad invertire radicalmente la rotta rispetto alle piattaforme securitarie e propagandistiche del ministro Salvini. Padre Zanotelli molto oculatamente si domanda: “Sarebbe questa la discontinuità? Lasceremo migliaia di persone che devono fuggire dalla Libia morire in mare? È questa la nostra umanità? È mai possibile che il coronavirus non ci abbia insegnato che siamo sulla stessa “barca” come ci ha ricordato Papa Francesco?”.
Marcello Buttazzo

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