di Marcello Buttazzo –

Aymane Ed Dafali, sedicenne con genitori di origine straniera, residente a Castelnovo Bariano (in provincia di Rovigo), per dare rispondenza alla sua inerente generosità e al suo amore per il prossimo, ha incontrato la morte. Aymane si trovava sul pedalò in compagnia dell’amico Mohamed, nei pressi del Lido degli Estensi (Ferrara), quando una coppia di turisti bagnanti ha cominciato a chiedere aiuto. S’è lanciato in acqua, Aymane, senza alcuna esitazione, ma è annegato. Aymane frequentava le scuole serali, stava per diplomarsi alle scuole medie. I suoi genitori, instancabili lavoratori, sono perfettamente integrati nel nostro connettivo sociale. Un gesto eroico, quello di Aymane, come ha doverosamente constatato il presidente del Senato Ignazio La Russa: “Un gesto che racconta il coraggio e l’altruismo di un giovane straordinario”. Magari le istituzioni italiane, per tacitare la coscienza, daranno al meraviglioso Aymane perfino una medaglia alla memoria. Ma i figli dei cittadini e delle cittadine di origine straniera, che abitano e respirano il nostro Paese (di fatto, sono italiani come gli autoctoni), meritano d’essere visti e riconosciuti con occhi più chiari, con misure più sostanziali. Monica Ferraccioli, sindaca di Castelnovo Bariano, ricordando Aymane, ha anche detto: “La sua è una famiglia di buona educazione, perfettamente integrata”. Sono migliaia e migliaia le famiglie di migranti di origine straniera che risiedono in Italia, lavorano qui, pagano le tasse, conoscono la lingua italiana, rispettano le leggi e la Carta costituzionale, fanno funzionare il Welfare, ma non godono ancora d’un sistema di pieni diritti. I figli di questi migranti, spesso nati in Italia e ivi residenti da anni e anni, non vedono legittimata alcuna cittadinanza. La politica attiva dominante, in questi ultimi 2 anni, ha declamato a vuoto di “ius scholae” e del più patriottico “ius italiae”, ma non è riuscita ad addivenire ancora ad alcuna normativa. È atteso soprattutto dai politici del governo Meloni un atteggiamento antropologico più maturo, più propositivo, più responsabile. È atteso un trasalimento di resipiscenza per sanare una situazione ormai più non sostenibile.

Marcello Buttazzo