Il primo discorso sullo stato dell’Unione, a Camere riunite, del presidente americano Donald Trump è stato scoppiettante. Il tycoon, tra le altre cose, ha assicurato che completerà la più grande operazione di deportazione nella storia americana di indesiderati clandestini. Ha promesso che la nuova America dell’età dell’oro ritornerà in possesso del Canale di Panama e s’impadronirà per motivi superiori di sicurezza internazionale della Groenlandia. “Penso che la prenderemo, in un modo o nell’altro”, ha sostenuto il milionario sfondato. Trump ha affermato, altresì, che il prezzo salatissimo delle uova è solo colpa ovviamente del predecessore Biden. Ha sciorinato, il presidente, il suo scalpitante cavallo di battaglia contro la cosiddetta “teoria gender”, che, come si sa, è solo un’invenzione delle destre mondiali, una clava sventagliata per discriminare la comunità Lgbtq+. L’ineffabile Donald, che ha in mente con le sue idee reazionarie e poco solidali di tagliare l’assistenza sanitaria per poveri e disabili, ha elogiato il visionario Elon Musk, capo del dipartimento per l’Efficienza governativa, esperto di voli d’ogni tipo. “Guideremo l’umanità nello spazio e pianteremo la bandiera americana sul pianeta Marte, e anche molto oltre”, ha affermato l’entusiasta presidente. Auguriamoci davvero di poter trasmigrare un po’ tutti, quanto prima, sul pianeta rosso, per non vedere più le miserie su questa Terra di prevaricatori e di predatori. 

Marcello Buttazzo