Le riforme “epocali” di Valditara
di Marcello Buttazzo –
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, preso dalla smania di addivenire a riforme “epocali”, è intenzionato già da quest’anno a introdurre un sistema nazionale di valutazione dei risultati dei dirigenti scolastici. Insomma, anche i presidi avranno la loro “pagella”. “Si tratta d’un momento storico per il reparto scuola”, ha affermato il leghista Valditara. Il ministro dell’Istruzione e la sua squadra di esperti hanno in mente, tra le altre cose, di “rivoluzionare” la didattica, prevedendo l’insegnamento della Bibbia già in seconda elementare, lo studio delle poesie a memoria per i ragazzini, l’apprendimento della storia italica, la riscoperta della nostra più genuina identità di patrioti. Ora i competenti del Ministero vogliono andare ancora oltre, suscitando accese polemiche da più parti. I sindacati si sono compattati. Uil Scuola e Flc- Cgil chiedono il ritiro immediato dell’improvvido provvedimento. Il decreto di adozione firmato dal ministro non fa altro che condizionare pesantemente l’autonomia delle istituzioni scolastiche. L’iperzelante Valditara, considerata la sua notoria alacrità, potrebbe spingere il governo Meloni, oltre a valutare l’operato dei dirigenti scolastici, a provvedere a rivalutare adeguatamente anche il loro stipendio, accordandolo alla retribuzione dei dirigenti pari grado della pubblica amministrazione. In generale, i docenti italiani sono i più bistrattati, i peggio pagati in Europa. “Dirigentiscuola” ha denunciato che c’è “un divario di circa 23mila euro tra i dirigenti scolastici e quelli del Ministero dell’Istruzione a del Merito di pari fascia”. Le riforme vanno fatte con raziocinio, con discernimento. E non affidandosi ad approcci superficiali e deficitari.
Marcello Buttazzo

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