di Marcello Buttazzo –

L’Italia nazionalista e sovranista è molto attenta alle priorità vere, ai problemi che attanagliano il Paese. Che notoriamente non sono le pensioni minime da fame, le misere pensioni di invalidità, la povertà assoluta a livelli altissimi (nel 2024 valori record, secondo i dati Istat), gli stipendi bassi dei docenti e degli insegnanti (fra i meno pagati d’Europa), gli scarsi investimenti per la scuola pubblica e per la sanità (in alcune regioni del Sud al collasso). Nel nostro Paese, si sa, abbiamo pressanti emergenze bellicistiche. Le parole del ministro Guido Crosetto sono chiarissime: “Penso di proporre, prima in Consiglio ai ministri poi in Parlamento, una bozza di legge da discutere, che garantisca la difesa del Paese nei prossimi anni”. L’obiettivo manifesto del ministro della Difesa è quello di reintrodurre su base volontaria il servizio militare in Italia. Crosetto spera di creare una riserva di 10.000 unità di nuovi militari da addestrare. Forse, in modo esorbitante e troppo zelante alcuni rappresentanti delle istituzioni si soffermano sui piani di guerra, s’adoperano strenuamente per investire ingenti somme di denaro nelle spese militari. Come ha sostenuto il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, i politici del centrodestra italiano sbagliano totalmente l’approccio culturale e pragmatico alla questione. In effetti, Giorgia Meloni e più in generale anche l’Europa scommettono vanamente, da tre anni, sulla vittoria militare dell’Ucraina, invece di concentrarsi più fattivamente sulle procedure negoziali. L’economia di guerra, purtroppo, chiama, sollecita alcuni politici a stare troppo all’erta. Verosimilmente, prima di dedicare risorse umane e economiche alla leva e agli affari di guerra, i nostri governanti potrebbero pensare magari a curare il Welfare sfilacciato, potrebbero impegnarsi maggiormente per risolvere le grandi e gravose emergenze sociali, a cominciare magari dalle crescenti sperequazioni fra classi ricche e ceti più indigenti. 

Marcello Buttazzo