di Marcello Buttazzo –

Le guerre sono la iattura della Terra, sono perverse, immorali. Le guerre sono la perdizione degli esseri umani, ciò che deprime e avvilisce l’umano sentire. Le guerre vanno espulse, vanno messe fuori dalla storia. Non si possono minimamente pensare, le guerre. Dobbiamo rendere le guerre tabù. Tutte ingiuste. Le stolte guerre sono l’insania del mondo, sono la manifestazione più appariscente e più palese della tracotanza di certo potere, che erompe invasivamente ad inquinare la Terra, a farne cencio, straccio, confine di Nessuno, ove periscono i povericristi, gli ultimi, i disperati. Dobbiamo gridare il nostro “no” assoluto, reciso, assordante, alla mefitica guerra. Il sistema economico- finanziario- militare mondiale dominante è in forze alleato contro i diseredati. Ci vorrebbe un sussulto, un palpito, un trasalimento popolare non violento per diffondere la pace. Dovremmo sfidare, con truce ghigno, i cosiddetti potenti del mondo, che dovrebbero sentire il fiato sul collo d’una opinione pubblica sempre più consapevole, sempre più matura. È davvero efferata e brutale l’occupazione militare israeliana nella Striscia. Sta scavando un solco di distruzione e di dolore immenso. Come ha lamentato Mohammed Nayef Ta’ima, psicoterapeuta palestinese, direttore della Society for the Care of te Handicapped in the Gaza Strip, la situazione è gravissima. Il dottor Ta’ima guidava la sua associazione per piccoli bambini autistici o con la sindrome di Down, a Gaza. Ora s’è rifugiato con la sua famiglia in Italia, in provincia di Firenze. L’occupazione militare israeliana è ferina. I bambini con disabilità e disturbi comportamentali vivono allo sbando. La sede dell’associazione è stata bombardata già alla fine del 2023. Il dottor Ta’ima, ancora oggi, dall’Italia, a distanza, si prende cura della sua associazione. Epperò, degli oltre 250 bambini che c’erano prima della occupazione militare israeliana, oggi l’associazione può seguirne solo la metà. Le famiglie vivono nelle tendopoli o nelle case sventrate dai bombardamenti. Al cospetto d’una tale disumanità, noi occidentali dovremmo provare quantomeno un sentimento di profonda vergogna.

Marcello Buttazzo