di Marcello Buttazzo –

Il governo Meloni, tra le altre cose, ha dichiarato guerra alla Natura. Se dovesse essere approvato il disegno di legge sulla caccia, la fauna selvatica sarebbe in serio rischio. Se passasse il disegno di legge, nella sua stesura originaria, la Natura diventerebbe un poligono da tiro ad uso e consumo dei cacciatori e delle lobby delle armi. Inoltre, il poderoso esecutivo italiano ha deciso di depotenziare e di svilire la legge anti-deforestazione. Difatti, Austria e Lussemburgo, sostenute dall’Italia, hanno proposto, con la scusa di alleggerire gli oneri amministrativi, di semplificare l’EUDR, il Regolamento Ue sulla deforestazione. La Natura è la casa di tutti gli esseri viventi. Essa prospera su delicati meccanismi chimici e fisici, ambientali. Le istituzioni dovrebbero preservare l’omeostasi degli ecosistemi, non fare di tutto per perturbarla. Evidentemente, per certuni, la tutela del bene comune è solo un esercizio retorico da sbandierare fiaccamente in discutibili performance televisive o in stucchevoli declamazioni sulla stampa amica. Se alcuni politici appalesano tutta la loro insensatezza, per fortuna esistono Ong internazionali che proteggono coi fatti la Natura e gli equilibri ecologici. Una di queste è, senz’altro, il WWF. In questi mesi, il WWF si sta adoperando per prendersi cura della prateria di fanerogame marine, in particolare la Posidonia oceanica, che solitamente troviamo in riva al mare e con i suoi “cuscini” protegge dalla violenza delle onde. Le Posidonia sono piante che costituiscono fecondi e preziosissimi ecosistemi, ricchissimi di biodiversità: proteggono le coste, migliorano la qualità dell’acqua e immagazzinano enormi quantità di carbonio. Posidonia oceanica è continuamente minacciata dall’ancoraggio incontrollato delle imbarcazioni. E i danni da ancoraggio sono spesso irreversibili, con cicatrici che durano decenni. È necessario più che mai curare queste praterie marine per salvaguardare la biodiversità, il clima e le comunità costiere. Il WWF sponsorizza continuamente una cultura ecosostenibile e praticabile. Nel caso di Posidonia, vengono proposti divieti di ancoraggio in zone sensibili, ormeggi ecologici, tecnologie a basso impatto, una forte, precisa e stringente regolamentazione. 

Marcello Buttazzo