La fobia per l’educazione sessuo-affettiva della Lega
di Marcello Buttazzo –
L’emendamento al ddl Valditara presentato, lunedì 10 novembre, dal deputato leghista Rossano Sasso introduce qualche piccola novità relativamente all’educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Docenti e discenti potranno discettare di educazione sessuale solo a partire dalle scuole medie, però con il consenso della famiglia. Purtroppo, il ddl Valditara continua ad essere inadeguato, limitato per difetto. Per i titolati ministeriali dell’Istruzione, l’educazione sessuo-affettiva deve restare tabù per i ragazzini e per le ragazzine della scuola dell’infanzia e delle elementari. Il ministro Valditara, molto legato ai movimenti iperconfessionali come “Pro Vita e Famiglia”, è il paladino d’una cultura ideologica, fossilizzata, per nulla rispondente alle necessità d’una multipolare cittadinanza di giovanissimi individui in crescita. La scuola è la palestra primaria dove i ragazzi e le ragazze s’incontrano, condividono idee, pensieri, aspettative, si confrontano, crescono culturalmente e biologicamente. Alcuni intendimenti del ministro Valditara e della sua squadra di esperti sono decisamente anacronistici, per nulla aderenti al corso della storia, al fluir e al mutar d’accadimenti. Ci chiediamo: che senso ha per l’evoluzione didattica e umana dei giovanissimi che i progetti formativi sull’educazione sessuo-affettiva vengano messi al vaglio delle famiglie? Se alcuni ragazzi seguiranno i programmi sull’educazione sessuale e altri no non si rischia di ingenerare un’eduzione parziale, dimezzata, a metà? Questa maggioranza di centrodestra, con i suoi propositi capziosi e asfittici, nella fattispecie, non fa altro che smascherare il suo vero volto, succube degli integralistici gruppi “pro-life”. Ma l’educazione dei giovani non può soggiacere alle smanie d’una classe politica dominante poco avvezza a seguire il corso ineludibile della modernità, lontana dall’aureo principio di realtà (sovente disatteso). In certuni esponenti delle istituzioni allignano davvero i cascami d’uno Stato vagamente etico. Il ddl Valditara è fortemente deficitario da vari punti di vista. Il leader del Carroccio Matteo Salvini con spudoratezza ha tessuto le lodi del pronunciamento di Valditara e compagni, usando parole incredibili: “Non si vedranno più insegnare ideologie gender e schifezze del genere”. Tutte le donne e gli uomini assennati sanno che la cosiddetta “teoria del gender” è solo uno spauracchio, una costruzione ideologica degli ambienti conservatori cattolici e delle destre mondiali, buona per fare differenze e discriminazioni.

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