di Marcello Buttazzo –

Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, vorrebbe mettere i sigilli agli hotspot e ai centri di accoglienza, con trasferimento di tutti i migranti. I disperati delle acque e delle terre vengono considerati alla stregua di “portatori di Covid-19”. Un tempo c’era la sinistra che si prendeva cura degli ultimi, dei diseredati. Ora la sinistra è altrove impegnata. Meno male che, nell’isola, s’è levata la voce potente della Chiesa cattolica. Il messaggio del governatore Musumeci è intimamente sbagliato e antropologicamente pericoloso. Quello di trattare i migranti come “untori” non è un comportamento saggio, rispettoso. I poveri vanno accolti, non ghettizzati, non discriminati. Non bisogna mai cedere alla pseudocultura della paura, propagandata da modesti epigoni politici. La politica del capro espiatorio, anche se rende da un punto di vista elettoralistico, è volgare, ha il fiato corto, il passo malfermo, è d’una miseria assoluta. La Caritas siciliana è stata precisa: “I migranti sono uomini, non untori”. La Chiesa cattolica rivolge le accuse, più che altro, al governatore Musumeci, all’incapacità della sua giunta di investire in protezione, accoglienza e integrazione.