di Luigi Mangia –

Nel giardino delle rose, la Casa Bianca, Donald Trump in un grafico comunica al mondo il suo disegno sui dazi, causando paura e sconvolgendo l’intero mondo. È una vera dichiarazione commerciale ma i dazi sono il provvedimento più sbagliato secondo tutti gli economisti. Il giorno d’oro, della liberazione degli stati uniti, è il giorno della paura dei mercati finanziari in cui si sono bruciati miliardi. È un giorno di paura, di ritorno al grande attentato dell’11 settembre, che cambió la storia degli Stati Uniti. I numeri di Trump sono folli e irrazionali, giudicati sbagliati dagli esperti. I dazi hanno un disegno di affermare nuove frontiere nel mondo:

A. Stabilire una alleanza con la Russia di Vladimir Putin, al quale Trump risparmia i dazi e si impegna per cancellare le sanzioni alla Russia e consentire alle banche di avere il riconoscimento di operare sui mercati;
B. allontanare la Cina dalla Russia;
C. Di avere libertà di sfruttare le terre rare dell’Ucraina,;
D. escludere dalle trattative di pace l’Europa e di impedire all’Ucraina di entrare a far parte della NATO.

L’altro grande interesse per Trump è quello dell’energia: il controllo del mercato del gas e del petrolio, da fare con la Russia e l’Arabia Saudita del principe Mohammad bin Salman Al Sa’ud, leggi i colloqui a Riad in Arabia. Sono in poche parole, ma molto chiare le scelte dell’amministrazione Trump: confini, muri, dazi, terre da occupare attraverso trattative o con le armi come la Groenlandia. La crisi è generale, dal 2019, prima la grande epidemia del Covid, poi la guerra in Ucraina, i dazi con i quali Trump vuole cambiare gli equilibri del mondo. C’è tanta paura e poco pensiero, la diplomazia è disarmata, la democrazia liberale è affossata: sul diritto prevale il voto del consenso popolare, infatti comanda e ha la maggioranza.
Per noi che siamo cooperativa culturale, il cui impegno è quello della ricerca, dello studio, dei linguaggi performativi e tetrali, seguire le comunicazioni di Trump è interessante perché ci aiuta a svolgere il ruolo di tetro culturale aperto alla società. Il presidente Trump non firma i suoi ordini esecutivi con la penna di valore ma con grande gesto con un vistoso pennarello. La rivoluzione Trumpiana è nuova e profonda, chiara e semplice nei singoli: nel grafico dei dazi nella firma col pennarello.
Questa forma di comunicazione con il popolo, con un linguaggio semplice e diretto, senza mediazione, lo troviamo proprio nel vocabolario che Trump ha reso obbligatorio nella comunicazione sua e dei suoi ministri.

Luigi Mangia