Il Governo Meloni e il nucleare
di Marcello Buttazzo –
Il Consiglio dei ministri ha approvato il provvedimento per reintrodurre la produzione di energia elettrica da nucleare. Il nucleare di nuova generazione si basa su una tecnologia ancora in fase di sperimentazione. I piccoli reattori nucleari, secondo gli esperti, dovrebbero essere sicuri e produrrebbero una minima quantità di scorie. L’Italia è la terra di Ettore Majorana e di Enrico Fermi. Gli studi di base e applicati procedono alacremente. Da cittadini responsabili, attenti alle grandi questioni sollevate dall’antropizzazione degli ecosistemi e dagli insulti portati a madre Terra dai combustibili fossili (altamente inquinanti), dovremmo guardare all’omeostasi ambientale con occhi pragmatici. L’antinuclearismo degli ambientalisti non può essere più una sorta di dogma, un assunto irrefutabile. La scienza si sostanzia su meccanicismi di causa ed effetto, tutto è discutibile, tutto deve essere dimostrato empiricamente. La tecnologia poi procede a ritmi vorticosi. Si deve essere più che mai realisti e solerti ad avanzare sulla via della decarbonizzazione. Quindi fa bene il governo Meloni a sponsorizzare, tra le altre cose, anche il nucleare, a condizione che si investa, già da adesso, ancora più massicciamente sulle energie pulite e rinnovabili (sull’eolico, sul fotovoltaico, sul geotermico, sull’idroelettrico). La scommessa nucleare è in cammino. Tuttavia, sui tempi non abbiamo certezze. La strategia adattiva del mix energetico è quella da sposare per decongestionare gli ecosistemi. L’obiettivo (molto difficile) è quello di raggiungere emissioni zero entro il 2050. È vero quel che sostiene il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Frattin. Noi italiani importiamo energia nucleare dalla Francia e paghiamo le bollette più care sull’energia in Europa. Non possiamo dipendere dai ricatti energetici di Trump e di Putin. La via della ecosostenibilità è irta di problemi, di difficoltà attuative. Si continui a studiare e a investire anche sul nucleare, ma si guardi con più solerzia all’oggi. Intervistato in questi giorni, il ministro Pichetto ha fornito dati attendibili e rassicuranti sullo stato dell’arte. Epperò, s’è dimenticato totalmente di citare la rivoluzione ad idrogeno. In attesa dell’avvento (che è non è dietro l’angolo) dei piccoli reattori nucleari di nuova generazione (ci vogliono ancora anni e anni per poterli produrre autonomamente in Italia), il governo Meloni si adoperi già da adesso magari a importare (in sostituzione parziale del petrolio, del gas, di altri nocivi idrocarburi), soprattutto idrogeno, “carburante perpetuo”, inesauribile, del tutto esente da emissioni inquinanti.
Marcello Buttazzo

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