I “record” di Giorgia, se la propaganda non è la realtà
di Marcello Buttazzo –
In Italia, le condizioni del Paese reale verosimilmente non coincidono con le evocazioni trionfalistiche d’una classe politica dominante, che a tutti i costi vuole offrire un’immagine sfalsata ed edulcorata. Gli scontri con la magistratura continuano sempre con più astio e non si sa quando e se avranno fine. Il governo Meloni, in controtendenza con le direttive della commissione del Consiglio d’Europa, ha deciso di voler deportare disperati delle acque e delle terre in centri detentivi di ferraglia albanesi. La questione migranti tira in ballo anche riflessioni morali e antropologiche. “I migranti sono fratelli e sorelle con la loro dignità, non pacchi da sbattere da una parte all’altra”, ha affermato Francesco Savino, vicepresidente della Cei. In seno alla maggioranza di centrodestra di Meloni e di Salvini, Maurizio Lupi, deputato e leader di “Noi Moderati”, con una salda cultura alle spalle, ha difeso strenuamente la politica governativa delle deportazioni in Albania. E ignorando (o meglio facendo finto di ignorare) il presupposto che l’esecutivo non ha potere discrezionale sul diritto europeo, ha incredibilmente affermato: “Credo che spetti alla politica determinare quali siano i paesi sicuri e quali no”. Stupisce ampiamente il comportamento d’un politico di lungo corso, che dimostra d’essere più attento alle logiche di coalizione che ai richiami etici e giuridici. Ma a parte le problematiche contingenti e costituzionali, mi pongo il seguente quesito: come fa un cristianissimo e cattolicissimo come Lupi ad accettare per i migranti un atteggiamento governativo così discriminatorio? Come fa Lupi a concepire la semantica d’un esecutivo che considera gli immigrati alla stregua di pacchi, di merci, da sballottolare da una parte all’altra. Migranti definiti, in passato, dal ministro Piantedosi “carico residuale”. Inoltre, secondo la Commissione contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa e secondo un dossier Onu, in Italia le forze dell’ordine ricorrono alla soluzione sistematica di controllo e fermi di polizia in base all’origine etnica. I documenti parlano anche di “linguaggi d’odio” sdoganati dalla destra. Sul versante economico non viviamo certo i tempi d’un favoloso Eldorado. È sufficiente pensare che l’importo delle pensioni minime delle persone più bisognose dovrebbe salire da 615 euro a 621 euro. Un aumento “vertiginoso” di 6 euro. Ed ancora dal terzo Rapporto civico di Cittadinanzattiva, presentato martedì 22 ottobre al ministero della Salute, risultano dati irrefutabili e allarmanti per il Servizio sanitario nazionale (Ssn). Secondo l’associazione, l’assistenza territoriale è fragile e “s’acuiscono ancora di più le diseguaglianze fra le regioni”. La situazione, per tanti versi, è davvero drammatica. I Pronto soccorso sono sovraffollati e carenti di personale, mancano 15 mila persone fra medici e infermieri, 4,5 milioni di italiani indigenti sono costretti a rinunciare alle cure, vi sono ritardi nell’impiego di fondi del Pnrr. Intanto, la premier Giorgia Meloni festeggia i due anni del suo poderoso governo in video, con una serie di slide su fantomatici e record “storici” del suo esecutivo, inventando la narrazione d’un Paese che non esiste.
Marcello Buttazzo

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