di Antonio Stanca

con Maria la via…
Papa Francesco, L’Avana 12 settembre 2015

Ci sono stati, nella storia della Chiesa, pontefici che non sono rimasti lontani quando nel mondo si verificavano eventi gravi, eccezionali come guerre, devastazioni, calamità naturali, pericoli incombenti, epidemie. Sono intervenuti, hanno fatto sentire la loro voce, hanno invitato alla moderazione, hanno cercato di contenere i pericoli, hanno provveduto ai bisogni insorti e molto è valsa la loro presenza, la loro attenzione. Nessuno, però, era giunto finora a fare quel che in questi anni sta facendo papa Francesco, a farsi vedere, cioè, a farsi sentire ovunque, a portare ovunque la parola buona, semplice, chiara, la parola della fede, della speranza, a invitare alla pace, all’amore, al bene un mondo che sembra averli persi, una vita dove il male, privato e pubblico, è ormai una presenza costante non un evento eccezionale.

Un’opera di evangelizzazione è la sua e molto assomiglia a quella compiuta nei tempi remoti dagli apostoli e poi da altri ferventi religiosi. Francesco la sta facendo ai nostri giorni, quando i pericoli sono diventati tanti da scoraggiare chiunque voglia pensare di poterli affrontare richiamandosi a Dio. Coraggiosa, molto coraggiosa è l’azione del papa: non si ferma, vuole arrivare a tutti, comprendere tutti, non vuole distinguere tra paesi, popoli, religioni, tra potenti e deboli, tra ricchi e poveri, vuole fare di Dio un bene comune.

Sola, però, rimane la sua voce, solo il suo bene di fronte ad un male che si è tanto esteso da aver guastato il mondo intero. E’ un confronto impari ma Francesco non lo ha rifiutato, lo ha iniziato e lo sta continuando animato da uno spirito che non gli proviene soltanto dalla sua fede ma anche dalla sua persona, non solo dalla sua religione ma anche dalla sua vita. Si sono identificate in questo papa perché come la religione chiedeva era sempre stata la sua vita, come Dio voleva aveva sempre pensato. Da qui il suo coraggio, la sua forza, da qui la sua volontà di farsi messaggero di Dio, di portare Dio sulla terra come fece Cristo, di farlo stare con gli uomini, tra gli uomini, di farne l’esempio, il simbolo di un bene che non può essere superato e di fronte al quale nessun male può resistere. E’ convinto Francesco che soltanto così la vita, la storia potranno essere ricondotte a quella regola, a quella morale che oggi hanno smarrito.

Incaricato si sente, investito di questo compito e inviato a compierlo.

Non c’è fatica, non c’è paura quando si è mossi da tanto fervore, non c’è pericolo che non si possa affrontare.

Mai era stato così difficile parlare di Dio nel mondo e mai c’era stato un papa che non avrebbe temuto a farlo, che di fronte a tanti nemici si sarebbe presentato con le sole sue parole, la sola sua fiducia, la sola sua speranza!

Antonio Stanca, 18 ottobre 2017