di Marcello Buttazzo –

Anche il popolo della Terra, il movimento ambientalista internazionale composto da studenti, dovrebbe imparare a rispettare le regole convenute. Non ha alcun senso proclamare lo “sciopero del clima” per il prossimo 19 marzo, nelle piazze di tutta la Terra, quando si è sempre più attanagliati dalla recrudescenza della cosiddetta terza ondata di pandemia. Ciò detto, si resta stupefatti dalla superficialità, dalla malevolenza, impiegata da certi quotidiani e da certi giornalisti, sempre intenti a denigrare questi giovani ambientalisti. Un fiero e virulento oppositore della nuova “generazione verde” è Vittorio Feltri, che, a più riprese, ha scritto offensivi editoriali contro Greta Thumberg e i suoi compagni. A quanto pare, la linea del giornale “Libero” è incentrata sulla reiterata denigrazione della giovane “avversaria”. Su “Libero” di sabato 13 marzo, la giornalista Azzurra Barbuto ha scritto, in prima pagina, un pezzo dal titolo eloquente: “La mamma dei gretini è sempre incinta”. Ovviamente, chiunque abbia un po’ di buon senso è ben disposto a stigmatizzare l’improvvida decisione degli studenti di scendere dappertutto in piazza, in questo particolare periodo di pandemia. Azzurra Barbuto si meraviglia per la ribellione senza motivo di questi studenti, dal momento che “il clima muta da sempre”. È il consolidato leitmotiv dei destrorsi, convinti che le alterazioni ecosistemiche avvengano per caso. Farebbe bene la giornalista Barbuto a sfogliare un qualsiasi manuale di Ecologia, per apprendere che l’invasiva mano antropica dell’uomo determina quotidianamente modificazioni delle acque, del suolo, del cielo. L’antropizzazione degli ecosistemi non è una mera invenzione di ambientalisti “catastrofisti”, ma è una tragica conseguenza dell’azione scriteriata dell’Homo sapiens sapiens. Secondo Azzurra Barbuto, “battersi per il surriscaldamento globale, l’estinzione degli orsi polari, lo scioglimento dei ghiacciai, l’inquinamento in tutte le sue forme, oggi sembra essere particolarmente figo. Per certi quotidiani, tuttavia, è molto più produttivo e più figo parlare di migranti, “criminalizzare” le Ong, abbattere il “nemico” politico.
Marcello Buttazzo