di Marcello Buttazzo –

Il Sudan sta attraversando gli inferni e una devastante guerra civile. Il Sudan sta patendo un genocidio armato da paesi stranieri. Fino ad oggi si contano drammaticamente oltre 150mila vittime. Una guerra fra eserciti rivali, che ha sprofondato il paese africano in un baratro, in una terra di Nessuno, con ondate di massacri, torture, stupri di guerra. Il sistema sanitario è al collasso, i bambini muoiono di fame, i governi del mondo non fanno sentire la loro voce di sdegno. La Comunità internazionale continua ad essere latitante; per fortuna, la gente comune si fa sentire, si sa compattare, si fa promotrice di iniziative encomiabili, meritorie. Il movimento globale online Avaaz, che è costituito da 70 milioni di membri in 194 Paesi, si batte alacremente in difesa dei diritti umani violati, a tutela dei popoli calpestati, con petizioni, campagne oculate e attivismo digitale. La comunità di Avaaz è operante in varie lingue, lavora per dare voce ai cittadini e per portare questioni rilevanti nelle stanze del potere. In questi ultimi giorni, l’Osservatorio genocidio del team di Avaaz ha posto l’attenzione su una situazione umanitaria dolorosissima, su due anni d’un conflitto brutale in Sudan. Il team di Avaaz ha fatto sapere che nel desolato paese africano si stanno tessendo centinaia di reti locali, di volontari, per mettere in piedi mense e ambulatori comunitari, per fornire aiuti, cibo e medicine. Sono le Emergency Response Rooms, che offrono a moltissime famiglie la speranza di poter fuggire da carestia e violenze estreme. Epperò, questi aiuti cominciano ora a scarseggiare, anche per il carente supporto dei governi e delle organizzazioni umanitarie. Molte mense comunitarie sono orami senza scorte. L’obiettivo manifesto del movimento globale Avaaz è quello di apportare nuova linfa vitale e di tenere aperte le Emergency Response Rooms, facendo arrivare immediatamente cibo e medicinali a famiglie che non hanno più nulla. Pertanto Avaaz rivolge un appello a tutti i cittadini del mondo di buona volontà affinché si prodighino, facendo piccole donazioni. Un ulteriore obiettivo portante è quello di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla sofferenza del Sudan. Dopo due anni di conflitto brutale, il Sudan rischia di perire in un lago di sangue. I fondi raccolti da Avaaz serviranno a continuare a fornire cibo e assistenza a migliaia di famiglie, a sostenere i medici e le loro équipe, dando loro attrezzature ospedaliere, a supportare i giornalisti egli osservatori sui diritti umani perché documentino le atrocità di massa e i crimini di guerra, ad accelerare indagini approfondite per denunciare i sostenitori e i beneficiari internazionali della guerra, rivelando, ad esempio, come Paesi come gli Emirati Arabi Uniti si stanno arricchendo dalla vendita delle armi che alimentano le atrocità in Sudan. Avaaz, inoltre, si propone di potenziare le campagne per proteggere i civili e di esortare il governo del Paese affinché ripristini le telecomunicazioni e permetta l’ingresso massiccio di aiuti umanitari.

Marcello Buttazzo