Borgo Mezzanone, l’ennesima vergogna per un governo che non governa
di Marcello Buttazzo –
Nell’insediamento di migranti a Borgo Mezzanone, nel Foggiano, sono andate a fuoco una decina di baracche nella notte fra 8 e 9 dicembre. Per fortuna, non ci sono stati feriti. Non si conoscono ancora le cause che hanno scatenato l’ennesimo incendio all’interno del cosiddetto “ghetto”. S’è trattato, forse, d’un cortocircuito, oppure di fiamme sprigionatesi da un braciere acceso dai migranti per riscaldarsi. Gli ospiti di Borgo Mezzanone sono cittadini provenienti da Nigeria, Mali, Congo: circa tremila migranti, che lavorano sul territorio come braccianti. Ci chiediamo: è auspicabile che la politica attiva possa progettare e fare costruire abitazioni più decorose per queste persone, che non siano misere e fatiscenti baracche? È mai possibile che i diseredati debbano sopravvivere, per forza, in condizioni di indigenza assoluta, di degrado, di abbandono? Eppure a sentire Giovanni Tarantella, segretario della Flai Cgil Foggia, le risorse necessarie per migliorare le condizioni di queste persone ci sarebbero. “Abbiamo risorse del Pnrr che ammontano a circa 104 milioni di euro per il superamento degli insediamenti abusivi dei braccianti. Ma ad oggi nessun progetto concreto è stato attutato”, ha sostenuto Tarantella. Gli ultimi della Terra possono aspettare, possono leccarsi in eterno le ferite, possono agonizzare? L’etica della responsabilità imporrebbe ai politici di qualunque schieramento di adoperarsi proficuamente, d’interessarsi fattivamente alle situazioni più marginali, che richiedono impegno vero e alacri interventi.
Marcello Buttazzo

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