Al Bano felicemente russo
di Marcello Buttazzo –
“Felicità/È un bicchiere di vino con un panino, la felicità”. Per il pugliese Al Bano la felicità è esibirsi in uno show concerto a San Pietroburgo (20 giugno) davanti a 600mila persone (secondo stime “attendibili” dello stesso Al Bano). Due anni fa il cantante di Cellino San Marco aveva affermato di non voler tornare a cantare in Russia in questo tempo di guerra ferina. Ma, si sa, per Al Bano la nostalgia è canaglia (come canta anche in una sua famosa canzone); pertanto non ha resistito al richiamo del cachet. La sua comparsata in Russia (dove ha perfino intonato la canzone “Felicità”) ha scatenato sui social la saggia reazione di Romina Power, che ha criticato l’ex marito con parole recise: “Mi dissocio dalla canzone Felicità cantata in Russia. Non ho accettato di prendere parte a quel concerto. Non mi sembra né il luogo, né il momento di cantare Felicità”. Il giorno dopo il concerto, a fari spenti (quando si stemperano gli umori e si diventa più meditabondi, più razionali), il signor Carrisi ha fatto sapere d’essere ancora emozionato per il memorabile evento, asserendo d’essere andato come messaggero di pace (“perché se mi chiamano vuol dire che hanno bisogno di me”). A chi gli ha chiesto se fosse proprio necessario, opportuno andare a cantare in Russia, l’Al Bano nazionalpopolare ha assicurato: “Io lo so che Putin è una persona perbene”. Che ingenui, che sprovveduti noi cittadini avvezzi un pochino a pensare, a ragionare, che abbiamo sempre ritenuto che Putin fosse un autocrate spietato, uno che governa in Russia con il pugno di ferro, perseguitando e purgando gli oppositori politici. L’invasore d’uno Stato sovrano (l’Ucraina), esaltatore della forza bruta, uomo forte che disprezza il liberalismo, la legge, i diritti umani e civili. Una persona in preda a deliri di onnipotenza.
Marcello Buttazzo

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