di Marcello Buttazzo –

Lo scrittore Marcello Veneziani, intervistato su “La Gazzetta del Mezzogiorno” (mercoledì 23 aprile), ha sostenuto fra le altre cose: “Il prossimo papa dovrà occuparsi del risveglio della fede e della riscoperta di Dio prima dei migranti, dell’ecologia e dei temi sociali”. Personalmente, da laico, mi auguro vivamente che il prossimo pontefice sappia seguire quasi pedissequamente il solco scritto a chiare lettere da Bergoglio. Per un papa, ovviamente, le questioni teologiche e dottrinarie sono primarie, prioritarie. Ma la strada è stata ormai tracciata. Il prossimo successore di Francesco dovrà necessariamente tenere conto del cammino virtuoso, fino ad oggi, compiuto. Il prossimo papa dovrà essere ancora la voce degli ultimi, dei diseredati, dei periferici, dei marginali, dei senza voce. In un tempo di politiche popolazionistiche ottuse, reazionarie, securitarie, di truci deportazioni di esseri umani, il prossimo papa dovrà saper rinnovellare il senso di pietà, di misericordia cristiana, mostrata di continuo da Francesco nei confronti dei disperati che fuggono da guerre, persecuzioni etniche, devastazioni ambientali, nera miseria. Il prossimo papa non potrà disconoscere la grande lezione ecologica impartita da Francesco, in un’era in cui alcuni cosiddetti Grandi del mondo sono addirittura negazionisti climatici e fautori d’una insostenibile e scriteriata economia delle risorse. In un tempo di obeso ipercapitalismo mondiale, il prossimo papa non potrà non continuare l’esemplare opera del pontefice venuto dalla fine del mondo sui grandi temi sociali. Viviamo la misera stagione dell’opulenza, delle volgari sperequazioni, i ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri. Infine, da laico, mi auguro altresì che sulle grandi questioni bioetiche il prossimo papa riesca a far dialogare fittamente in un ideale Cortile dei Gentili laici, atei, credenti, non credenti, diversamente credenti. L’etica tradizionale e la morale laica sono terreni sdrucciolevoli e fortemente antitetici. Ma il prossimo papa dovrà essere un paladino della modernità e dovrà cercare, sulle tematiche eticamente sensibili, di edificare quantomeno rudimenti d’una bioetica parzialmente condivisa. 

Marcello Buttazzo