intervista di Alessandra Margiotta –

Dalla Sardegna arriva il nuovo brano “Low Dem Down”
realizzato da King Kietu e Dr. Boost in collaborazione con Screwface.

Ciao King Kietu l’ultimo brano si chiama “Low Dem Down”, parlaci di come è nato questo lavoro discografico con Dr. Boost e la collaborazione di Screwface

Le mie produzioni hanno un approccio molto tradizionale nella composizione. Si parte dal beat, si sceglie il bpm, si decide dove si vuole lanciare il drop(ritornello), una linea melodica che funziona… e via! Si propone il ritmo al cantante dandogli carta bianca. Se il pezzo funziona, si procede alla chiusura degli arrangiamenti e al mixaggio.
Mediamente uso questo approccio a tutte le produzioni nell’ambito dub e reggae ma a volte capita che devo riformulare tutta la strumentale in base all’approccio del cantante. Low Dem Down fa parte di queste eccezioni.

Quando è nata la tua passione per la musica e com’è avvenuto l’incontro con Dr. Boost?

La mia passione per la musica è nata da ragazzino. In casa c’è sempre stata una chitarra suonata dai miei fratelli giusto per fare colpo sulle ragazze. Mia madre è sempre stata appassionata di musica classica, faceva girare in casa i suoi dischi praticamente ogni giorno.
Compravo molte cassette di Jimi Hendrix nel negozio di dischi vicino casa, cercando di capire come facesse a produrre quei suoni.
La passione profonda per la musica credo sia nata qualche tempo più tardi, dopo il tracollo finanziario della mia famiglia. Capii in quegli anni che la musica era per me più uno strumento di cura e riscatto che di solo intrattenimento. L’incontro con Dr.Boost è avvenuto quando iniziò il desiderio di formare una band che si potesse esibire nei locali.

Il singolo rientra nel progetto TdE. Di cosa si tratta?

TDE-Tostoine dub evolution è l’evoluzione del progetto Tostoine fondato nel 1999 da me e Dr Boost. Il progetto Tostoine durato fino al 2005 è stato in Sardegna pioneristico. Il dub era ancora un genere quasi sconosciuto, e poco suonato. Suonavamo per le sagre, le feste patronali e nei locali più attivi al tempo, portando il nostro live set costituito da produzioni originali.
Il progetto, anche per il suo carattere militante, è piaciuto molto ai Kenze Neke, storica band Combat sarda che ci ha proposto di suonare spalla a tutte le loro date estive. Il loro supporto ci ha aiutato tantissimo a diffondere il nostro suono in modo capillare in tutta la Sardegna. Siamo riusciti a fare anche dei brevi tour in Italia e in Svizzera.
Dopo tanti anni e molte altre produzioni e collaborazioni, recuperare questo nome nella sua evoluzione ci è sembrata la scelta più naturale.
TDE è concepito ora come contenitore delle passate e future produzioni. Abbiamo prodotto 18inDub, un video documento con le migliori tracce prodotte insieme a Dr Boost dal 1999 al 2017, Peaceful Warrior singolo in feat con Forelock e l’ultimo singolo Low Dem Down con Screwface.
Ci siamo esibiti nei festival reggae sardi, “Rhasta manna festival”, “Shardana Festival” e “Sardinia reggae festival”.

Siete al lavoro su nuovi prodotti discografici? Cosa bolle in pentola?

Pubblicheremo le Dub version dei due singoli Peaceful Warrior e Low Dem Down. C’è molto materiale in cantiere che dobbiamo selezionare per pubblicazioni future.

L’Italia prima e dopo il lock down. Secondo te cosa cambierà in ambito artistico-musicale e come pensi che il settore risponderà a questi cambiamenti?

L’Italia ha dovuto affrontare molte sfide epocali sul piano culturale. L’arte è stata solitamente concepita ogni volta come sacrificabile rispetto ad altri settori del vivere comune. In qualche modo però è sempre riuscita a restare in piedi. Questa volta però penso che sia molto più difficile perché il distanziamento va a minare l’essenza e il fine stesso della musica: creare aggregazione. Si stanno trovando tante soluzioni alternative, più che altro per non far crollare economicamente il settore. Si riuscirà a sopravvivere ma per il ritorno a una vita culturale autentica, dobbiamo aspettare che si torni a una realtà senza distanziamenti.

Cos’è la musica per te? Ha un ruolo importante nell’ambito comunicativo soprattutto quando si parla di testi?

Io mi occupo di produrre musica più che scrivere testi. Nel momento in cui decido di proporre delle musiche a un cantante non dico mai cosa deve scrivere sulla mia musica. Solitamente le collaborazioni artistiche nascono da conoscenze o amicizie più o meno consolidate, quindi è molto raro che il cantante possa sorprendermi con testi in cui non mi riconosco. Orientativamente so già quale è il suo retroterra culturale. La musica per me ha lo scopo di limitare la frattura tra noi e il divino (sorgente), o se meglio volete, prova a colmare il divario tra il mondo sensibile e soprasensibile.