di Paolo Vincenti – Che pagliacciata. Alla fine il governo pateracchio si è fatto. “Gigino Gigetto stanno sul tetto, vola Gigino, vola Gigetto, torna Gigino, torna Gigetto!” E Gigino e Gigetto, ovvero il Cretinetti di Pomigliano, “Giggino” Di Maio, e il Bauscia Matteo Salvini, hanno deciso di giocare l’ultima carta, quella della disperazione, e dopo tre mesi di estenuanti trattative, tipo “oggi le comiche”, hanno deciso che basta giocare, si sono divertiti a sufficienza, ed ora è tempo di governare. Quindi, scesi dal tetto di Palazzo Chigi, dove Gigetto Matteo ama scaricare la tensione col parkour, mentre Gigino “Giggino” lo riprende, i due bimbiminkia  hanno trovato il filo di una impossibile convergenza parallela.  Togli Savona metti Savona, prendi Cottarelli togli Cottarelli, sposta Conte riprendi Conte, togli Mattarella rimetti Mattarella. Ma sono proprio Italieni!  E se la squadra di governo non va bene ai boiardi europei, ecco il niet mattarelliano. E la Meloni e Fratelli d’Italia? Prima entra nel governo, poi no, ma vota la fiducia, anzi non vota nemmeno la fiducia, astensione, anzi opposizione! Ma siccome la sindrome da accerchiamento contagia tutti, ecco che lo stesso Mattarella si rimangia il suo no, alla Troika europea fa sapere “non possumus, non debemus, non volumus”, come disse il Papa Pio VII a Napoleone che voleva prendersi lo Stato Pontificio, e dà il via libera al governo papocchio che poche ore prima aveva bocciato. Viene riesumato il Signor Nessuno Conte, dalle stelle alle stalle e ritorno, il tempo di uscire dalla naftalina ed eccolo pronto a varare il nuovo inciucio grillin leghista.  Di Maio ha capito che questa sarebbe stata l’ultima occasione per lui, così ha messo nell’angolo Salvini, il quale, da celodurista che era, si è fatto infinocchiare dal giovane ex disoccupato pentastellato e, non potendo più tirarsi indietro, non trovando vie di fuga, yahoo answer non gli rispondeva, ha dovuto mandar giù la melassa, anzi la macedonia avariata del guazzabuglio.  Trending topic: #andiamoagovernare!  SPQR: “siamo proprio quasi rovinati”, parafrasano sarcasticamente il noto motto latino alcuni romani; io toglierei il quasi, siamo rovinati, anzi siamo nella merda!

Paolo Vincenti