di Mariateresa Protopapa

Se si ha la fortuna di contemplare con gli occhi e masticare con il cuore una poesia di Marcello Buttazzo, a fine esperienza ci si sente ritemprati e riscattati dal viaggio della vita. Tutto ha un senso in ciò che incalza nei suoi versi. La poesia del poeta è un ricamo ottocentesco che solo un animo gentile e forte che ha conosciuto il percorso può donare. Un dono che vale la pena di non sprecare; un’occasione unica e rara che ripagherà dell’attenzione prestata milioni di volte.
Un verso raro, trionfo del desiderio, dell’amore inteso come il più alto riscatto di un progetto universale. L’amore inteso come terapia del dolore: l’amore puro e potente capace di compiere miracolosi virtuosismi in un tempo distratto e fallace che imperterrito continua a credere di essere infallibile ovunque e comunque.
L’amore cantato, pregno di verità di Marcello Buttazzo è un’eredità a cavallo di sue secoli travagliati che merita attenzione a 360° gradi  delle umani genti che avranno l’arduo compito di coglierne la preziosità in futuro lontano che rimanda oggi più che mai  all’incertezza più incauta che si  possa immaginare o prevedere. In tutto questo la poesia del Buttazzo è certezza, dono, amore infinito e sorgente viva.

Recita così un suo componimento:

*Non c’è nube
che abbruni il mio cielo.
Niente sofferenza
ad oscurare la mia sera.

Tu sei
l’imperitura eco
la foresta verdeggiante
l’infinito rosario di parole.

Sei quel che sei
e non passa,
sei l’eterno ritorno
che mi squassa.

Sei il gioco nel canneto
la rosa piccina
l’effluvio d’irresistibile primavera.

Sei quel che sei,
trasvoli nel tuo altrove,
ma sempre approdi
sulla mia terra.

Di colpo,
mi desti alla vita.

Non c’è nube
che offuschi il mio cielo,
perché tu danzi e danzi
nel vicino orizzonte,
dea di splendore.

Un giorno d’attesa, di speranza,
una fiamma d’aurora

Ecco che il poeta comunica ad un mondo violato dall’imprevisto e dal dolore che è sempre in agguato il dogma della soluzione: l’amore che vince, che corre, che spera, che vive nel buio del viaggio compiuto in solitario, l’amore che rinfranca, che soccorre, che c’è e non occorre si palesi. L’amore che tutto può e tutto realizza nel bene o nel male nell’incognita della vita. L’amore che è poesia. La poesia del poeta. La poesia di Marcello Buttazzo. Grazie Marcello!