di Michela Maffei –

La mostra di fine corso del laboratorio dell’associazione Le Ali di Pandora

“Dipingo ciò che sento”. Con questa frase Rita Russo riassume la caratteristica del laboratorio di pittura diretto da Daniela Cecere presso l’associazione “Le Ali di Pandora” di Lecce presieduta da Ambra Biscuso. Si è concluso un anno di impegno artistico con una mostra organizzata giovedì 14 giugno presso la sala comunale in via Roma a Lecce. “Dipingo le mie emozioni”  ̶  continua la signora Russo che frequenta il corso da otto anni  ̶  “ho iniziato quando mio figlio è andato all’università e non ho più smesso. La nostra maestra Daniela è fenomenale, ha la capacità di seguire tutti in modo diverso e personalizzato”. Giorgia Santoro è iscritta da tre anni e dipinge perché “si stacca da tutto”.

Emergono così i tratti distintivi del percorso organizzato da Daniela Cecere ogni anno: sentire, emozionare, distaccare. Sentire richiama i sensi che usiamo per percepire la realtà, ma anche la sensualità, ovvero il senso dell’esistenza. Distaccare è la volontà di trovare uno spazio personale un passo appena sopra le difficoltà quotidiane e quindi è la spinta ad elevarsi rispetto alla materialità. Il fine, tuttavia, è ritrovare nella materia stessa l’idea superiore che la sintetizza, come una chimica del piacere, una molecola che diventa bellezza.

Karl Jaspers, esponente dell’orientamento fenomenologico-antoropologico della psicoterapia, sosteneva che attraverso l’introspezione si può avere esperienza del più intimo “io” di un altro: questo “comprendere (verstehen) è un capire diretto, un “sentire per accordo” ed implica un avvicinamento interumano che lo “spiegare” (erklaren), ovvero il capire indiretto, razionale, il ridurre alle cause, non permette, perché al contrario oggettiva il fenomeno.

In questa prospettiva si comprende, con un solo colpo d’occhio, cos’è la mostra: la rappresentazione dell’umanità, quella individuale dei pittori, e per traslazione quella universale fatta di sogni, pulsioni, desideri che si amalgamano con la tecnica pittorica attraverso l’immaginazione. Gli artisti sono seguiti da Daniela Cecere con grande passione perché vuole “trasmettere ai miei allievi l’amore che provo io che diventa amore per quello che fanno. Cerco di dare tutto quello che ho perché possano prenderlo, trasformarlo e tirare fuori quello che hanno dentro”. All’interrogativo sulla funzione dell’arte Cecere spiega che “l’arte ha mille funzioni: di rifugio, di ristoro per lo spirito, di piacere estetico. L’obiettivo del laboratorio è di insegnare alle persone come tirare fuori ciò che hanno dentro attraverso la loro arte”.

I corsisti sono amanti della pittura fin da bambini e raccontano volentieri ciò che hanno dentro. Annarita Coppone frequenta “Le Ali di Pandora” da cinque anni e spiega che “gli elementi del mio mondo pittorico sono tre: “il corpo umano, gli animali e i pianeti, poiché sono il mio modo di vedere la realtà e di vedere me stessa nella realtà. Dario Ferretti, invece, predilige gli occhi perché “sono la membrana permeabile tra mondo interno ed esterno. L’occhio è un oblò tra il mondo affettivo e razionale, tra conscio ed inconscio. Barbara Del Piano considera il cammino intrapreso “un bellissimo viaggio tra le tele dell’anima e i colori dei pensieri: destinazione se stessi. Animali, paesaggi, luoghi del cuore, ritratti, sono solo alcuni dei dipinti dei corsisti: soavità degli umani tratti.
Ringrazio Daniela Cecere perché con la sua bravura ci permette di tradurre in arte le nostre idee; la meravigliosa realtà le Ali di Pandora e in particolare la sua presidente Ambra Biscuso; ringrazio tutti i compagni di corso per la loro accoglienza e generosità d’intenti. Grazie a chi ha scelto di esserci”. Raffaele D’Agostino ha adottato uno stile surrealista per “esprimere ciò che ho dentro, per evadere ed entrare in un altro mondo. Nel lavoro esposto alla mostra ho dipinto degli anziani, ovvero un mio ricordo da bambino quando andavo in campagna. È un’atmosfera che avevo nella testa”. Tutt’altro soggetto è quello scelto da Elisabetta Rollo che ha fermato sulla tela lo stato d’animo dell’attrice Marilyn Monroe per indicare “una donna ripiegata su se stessa che ha avuto una doppia vita fatta di momenti belli e brutti. Sulla sua passione per la pittura aggiunge che “mi dà sicurezza, la capacità di rendermi conto che posso fare qualcosa”. Anche per Fabio De Pascalis la pittura è “una delle frecce al mio arco con cui ottengo uno straniamento rispetto al mondo reale e il passaggio da una fantasia all’altra”. Sulla tecnica utilizzata precisa di aver “adottato l’acquerello per far riscoprire culturalmente una modalità antica, senza impiegare sempre quella dell’olio, perché mi piace superare le sue difficoltà e recuperare il suo lato duttile”.

Guardando la sala circolare che abbraccia la mostra si ha l’impressione di scendere sul fondo del mare per godersi la i colori e i pensieri suggeriti dal sentire di tante persone che provano gioia nel realizzare una parte di se stessi. Si sente un respiro collettivo illuminato da quell’intuizione che anima l’Arte: il senso aureo della creatività.

Gli artisti che hanno esposto sono: Graziana Andriola, Gigliola Capone, Luigia Cazzato, Pina Celano, Danila Coppola, Annarita Coppone, Raffaele D’Agostino, Antonella Delli Noci, Fabio De Pascalis, Barbara Del Piano, Michele Del Rosario, Giorgina Elia, Marisa Elia, Dario Ferreri, Giuseppina Fuina, Mariella Galetta, Alessandra Landolfo, Silvana Leo, Lorenzo Leone, Gianna Mele, Stella Pellegrino, Gloria Rainis, Marika Rascazzo, Simona Rhao, Antonio Rizzo, Elisabetta Rollo, Rita Russo, Antonella Sambati, Katia Santagada, Giorgia Santoro, Maria Serrone. Patrizia Spada, Rosa Zizzari.

Michela Maffei