di Marcello Buttazzo –

Tempo fa, il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, aveva avanzato proposte legislative accettabili: nuove tasse sui biglietti aerei, sulla plastica, sugli alimenti zuccherati, alfine di raccogliere fondi per l’istruzione. Ora Fioramonti, tenendo conto della grave emergenza ambientale che attanaglia l’ecosistema Terra, si è spinto oltre. Dal prossimo anno, lo studio dei cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile diventeranno materie obbligatorie in tutte le scuole italiane. Con buona pace, di tanti opinionisti, intellettuali, politici “negazionisti”, che hanno l’ardire bislacco di definire gli ambientalisti con la dizione di “catastrofisti”. Piace questo ministro moderno, che qualche settimana fa aveva approvato e appoggiato lo sciopero generale programmato per il clima, promosso dagli studenti. Il ministro ha affermato, inoltre, che materie di studio nelle scuole, come la geografia, la matematica, la fisica, verranno studiate classicamente e, al contempo, in una nuova prospettiva ancorata allo sviluppo sostenibile. Fioramonti è stato preciso: “L’intero ministero sta cambiando per fare della sostenibilità e del clima il centro del modello educativo italiano”. Auguriamoci, adesso, che anche il fare politica di certuni cambi, si modifichi, diventi meno virulento e più sostenibile. Una politica etica, di ineccepibile postura morale, come era, ad esempio, quella propugnata da un grande esponente del passato, Benigno Zaccagnini. Nell’era delle chiusure, delle barriere fisiche e mentali contro i migranti, avremmo bisogno più che mai, come ha sostenuto il presidente Mattarella, d’una “politica non disumana”. 
Marcello Buttazzo