di Luigi Mangia-

Ieri 3 dicembre si è celebrata, la GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ.
Nella vita sociale dei disabili c’è un muro di cristallo, che non si vede, ma è insuperabile e quindi difficile da abbattere: è quello del pregiudizio pesante come un macigno. La disabilità è un’esistenza dura, di lotta contro l’infausto fato. Nella poesia “La sera del dì festa” il poeta Giacomo Leopardi accusa il destino:

a te la speme
nego – mi disse, – anche la speme; e d’altro
non brillin gli occhi tuoi se non di pianto
”.

Il poeta filosofo della vita ci ha insegnato che la disabilità è quella di fare i conti di persona con la durezza della vita. Essere disabili oggi, vuol dire essere in lotta per non restare soli, per non essere esclusi, e per non essere solo assistiti con pochi soldi. Il vuoto sociale, causato dal Covid19, ha notevolmente aggravato la vita delle persone disabili: nella scuola nel lavoro, nelle relazioni sociali, in famiglia. Il conto della crisi lo pagano sempre i più deboli come i disabili, gli anziani i quali sono percepiti come un peso per la società. La lotta però per non finire nell’inferno della crisi non riguarda solo le persone con disabilità ma riguarda molte classi sociali: i giovani, le donne, i vecchi.

Dei disabili si parla solo un giorno l’anno ma per loro bisogna lottare ogni giorno!

Luigi Mangia