di Marcello Buttazzo –

In Europa, 13 partiti del Ppe hanno firmato un documento per chiedere l’estromissione della formazione Fidesz, il partito del premier ungherese Viktor Orban. In tanti hanno preso recisamente le distanze dal politico dei “pieni poteri” e delle libertà negate, ma non Forza Italia. Ma gli azzurri del signore di Arcore non erano uno schieramento centrista? I Berlusconi, i Gasparri, i Brunetta, i Tajani, le Gelmini, non erano i paladini indomiti della fantomatica rivoluzione liberale? Comprendiamo che per blandire Matteo Salvini, la Lega al massimo di consensi in Italia, e la destra estrema, sia necessario e indispensabile adattarsi al nuovo vento che soffia e alla deriva populistica che attraversa il Paese. Decisamente surreale e stonata come un disco rotto la difesa oltranzistica di Orban da parte di Giorgia Meloni: “Non possiamo raccontare che in Ungheria oggi ci sia un dittatore, perché non è vero”. La presidente di Fratelli d’Italia dovrebbe spiegare come sia compatibile con la democrazia europea la pseudocultura del premier magiaro, avvezzo, tra le altre cose, a respingere bruscamente i migranti, a mortificare i diritti civili, ad adottare restrizioni gravi alla libertà di stampa! Questa è la concezione della democrazia di Giorgia Meloni, presidente del partito della fiamma tricolore, già presidente di Azione Giovani e di Azione Studentesca?

Marcello Buttazzo