Marcello Buttazzo – Terra ferita, lacerata, rossosangue lamento, percossa fin nelle scaturigini della sua intima essenza. Terra rigata di lacrime amare, che piange tutte le tempeste e gli uragani del mondo. Terra marrone di zolle assolate, talvolta oscurate dalla prepotenza e dalla incidente incuria. Terra violata da un uomo troppo prepotente, perso dietro le sue insane manie d’una abnorme economia iperefficientistica e perversa. Terra assediata da una schiera d’affaristi, negligenti, che giocano con i tristi miti del tracotante potere. Madre Terra è in difficoltà. Lo stato di salute del nostro pianeta è sempre più precario. La crescente antropizzazione è una minaccia continua per gli ecosistemi, sporcati da pertinaci inquinanti di vario tipo. Secondo attendibili stime di Legambiente e Wwf, l’uomo ha prodotto negli ultimi anni, emissioni record di anidride carbonica e altre pericolose sostanze (come idrocarburi e ossidi di azoto). L’atmosfera è un sistema chimico-fisico estremamente complesso, dinamico e sensibile, in cui numerose specie chimiche sono in continua interazione. L’aumento dell’effetto serra può produrre un incremento della temperatura media e far salire il livello dei mari. Le attività umane scriteriate, probabilmente, in modo determinante e significativo alterano gli equilibri, incidendo sulla salute dell’uomo, degli animali, della vegetazione. Oggi, più che mai, dopo anni e anni di emissioni di gas serra, di cementificazione abusiva e senza ritegno, di deturpazioni di vario tipo, sarebbe il caso di rallentare, di guardare il cielo, di respirare le stelle, procedendo più a passo lento e veramente produttivo. Decelerare ed essere francescani nei fatti, magari mutuando e ridefinendo un rapporto più dialettico con la Natura. L’idea stessa e inerente di futuro non può prescindere, inoltre, da una corretta gestione delle risorse naturali nel presente. La necessità d’uno sviluppo sostenibile impone l’approdo ad una visione lungimirante e rispettosa di economia e di ecologia. Insomma, bisogna saper regolare l’impiego delle risorse naturali, che sono a termine: esse devono essere sfruttate con il massimo raziocinio, rigore, pena l’impoverimento dei nostri ecosistemi, a causa di stili di vita sempre più forzati. L’Homo sapiens sapiens è anche uomo etico, che deve saper preservare doverosamente i suoi tesori, a vantaggio delle generazioni presenti e future. La Fao costantemente enfatizza, tra le altre cose, il tema centrale dell’alimentazione sostenibile. Gli esperti prevedono, sovente, un piano strategico a sostegno delle fasce più a rischio povertà. La “questione ambientale” non è solo istanza scientifica, economica, sociale, politica: è anche un fatto morale, che coinvolge i potenti e tutti gli uomini di buon senso. Come scrive opportunamente il saggista Alessandro Lanza, esperto di economia delle risorse naturali dell’ambiente, “una base etica è quella che unisce i membri di una società intorno a valori come la solidarietà, la generosità, l’attenzione verso la tutela dei più deboli. Se manca la condivisione di questi valori fra la maggioranza degli uomini e delle donne, viene a mancare la spinta alla ricerca di soluzioni più eque”.

Marcello Buttazzo -25 settembre 2017