di Marcello Buttazzo –

In questi ultimi tempi, c’è chi fomenta continuamente differenzialismi e diffidenze nei confronti dei migranti. Ma, talvolta, c’è una linfa vitale che sgorga a invertire tendenze deleterie e consolidate. Per il prossimo 15 giugno, Focsiv-Volontari nel mondo, Municipio Roma1 e Movimento adulti scout cattolici (Masci) hanno organizzato una nobile iniziativa di respiro nazionale: la Tavolata senza muri. Da Roma, l’evento comunitario diventa sostanziale ed effettivo in altre 25 città italiane. Bambini e anziani, donne e uomini, italiani e stranieri, si ritroveranno attorno ad un tavolo, con le loro storie inerenti, con i loro vissuti, con le identità, a spezzare il pane compagno della condivisione, a misurare gli istanti del tempo fuggiasco, per mangiare il piccolo cibo, per una convivialità a misura di essere umano. Ci saranno tantissimi migranti e l’apporto determinante della Caritas e della Comunità di Sant’Egidio. Alla tavolata parteciperanno politici d’un certo riguardo, come Emma Bonino, Paolo Gentiloni, Livia Turco. In un’era in cui c’è chi desidera innalzare inverecondi muri, barriere odiose, steccati ideologici e mentali, l’inclusione praticata è l’unica sensata e razionale scommessa da portare avanti. Occorre necessariamente traversare l’integrazione e praticarla effettivamente, per addivenire finalmente ad una interazione fra gli esseri umani. Il Papa evoca giustamente il pericolo della “globalizzazione dell’indifferenza”, come una minaccia da scongiurare. Il tempo nuovo esige più diritti per le persone, più compartecipazione. Quella che potremmo chiamare “estesa globalizzazione antropologica”. 
Marcello Buttazzo