Il suono della “Metamorfosi”
di Marcello Buttazzo –
Il mare inghiotte, è una bara d’acqua per tanta gente in fuga. Il mare uccide. Ma gli uomini di buona volontà sanno restituire alla luce del sole gocce di splendore. I detenuti del carcere di Opera con il legno delle barche dei migranti hanno saputo realizzare strumenti musicali. E mercoledì 2 ottobre s’è levato alto un suono di misericordia per ricordare tutte le innocenti vittime delle migrazioni. Il “Quartetto del mare” ha eseguito “L’incompiuta di Mozart” nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano. Il concerto anticipato dalle testimonianze di una persona rifugiata e di una persona detenuta, che ha contribuito alla costruzione degli strumenti musicali. Il tempo odierno esige alacrità e dosi massicce di visione, di coraggio. Nel carcere milanese di Opera, gli operatori hanno approntato un progetto nominato “Metamorfosi”, espressione precipua e rilevante di trasformazioni, di mutamenti, di cambiamenti. I penitenziari non devono essere soltanto luoghi di restrizione, di punizione, ma devono saper aprire spiragli di vita nuova, di redenzione, di purificazione. Il concerto con violini, viole, violoncelli, per rammentare che i disperati delle acque e delle terre, annegati nel mare nostro, meritano un dolce ricordo, una carezza, e la nostra pietas. In questo triste tempo in cui la politica non riesce a decongestionare carceri invivibili e sovraffollate fino allo stremo, bisogna insistere sulla necessità quantomeno di saper introdurre in prigione programmi mirati culturali e lavorativi per una comunità di uomini e di donne.
https://casaspiritoarti.it/it/progetti/metamorfosi
Marcello Buttazzo

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