di Marcello Buttazzo –

Un intellettuale di Francoforte Arno Widmann, allievo di Adorno, traduttore di Umberto Eco e Curzio Malaparte, nei giorni scorsi, ha scritto su un quotidiano tedesco, Frankfurter Rundschau, un articolo su Dante, che ha scatenato, in Italia, reazioni infuriate e polemiche eccessive. Lo scritto di Widmann pare sia stato male interpretato. Secondo certuni “patrioti” italici, lo scrittore tedesco ha addirittura ventilato che Dante fosse un “arrivista”, un “plagiatore”, “anni luce indietro rispetto a Shakespeare”. Ma lo stesso Widmann ha smentito recisamente. All’autore vengono attribuite opinioni che lui non ha mai espresso. Su “Il Corriere della Sera”, Roberto Saviano chiarisce perfettamente la situazione, mostrando come i tedeschi non infanghino affatto il padre della lingua italiana e come sia stata costruita ad arte “la storia di un blitz inventato”. Inoltre, sul quotidiano milanese, campeggia un’intervista allo stesso Widmann, che riconosce la grandezza assoluta di Aligheri. Il famoso intellettuale, in particolare, dice: “Mi ha fatto ridere vedere la mia faccia sul profilo di Salvini. Ecco mi sono detto: il cattivo tedesco che aggredisce il padre della patria”. Ovviamente, in soccorso dell’onore autoctono ferito sono intervenuti perfino Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Meno male davvero che ci sono Matteo padano e Giorgia la “pasionaria” a difendere la letteratura italiana e l’alto lignaggio della Patria.

Marcello Buttazzo