di Marcello Buttazzo –

Mercoledì 6 maggio, durante una diretta su Facebook, Matteo Salvini è ritornato ad esibire come una clava da combattimento il rosario. Lo ha baciato con tutto l’impeto “devoto” che è in lui. Se veramente il “Capitano” fosse sensibile ai valori e ai simboli cristiani e al messaggio evangelico potrebbe, insieme alla sua sodale Meloni, aderire massicciamente alla proposta di sanatoria per gli immigrati della ministra Bellanova, alfine di far tornare, tra l’altro, con maggiore incidenza e con più protezioni l’esercito dei migranti poveri a lavorare nelle campagne. Se davvero Salvini credesse ai Vangeli sventagliati sui palchi, ai giuramenti sulle Bibbie, ai rosari sgranati, dovrebbe aver più rispetto e più cura di quei “mantenuti” (lo dice lui) di colore che non fanno di certo la bella vita, ma per quattro soldi s’ammazzano di fatica nei nostri soleggiati campi. Ma Matteo padano e la “pasionaria” Giorgia di Fratelli d’Italia professano a parole fede cristiana e, per mera propaganda, sanno adulare solo gli autoctoni patrioti di pura razza italica. Sanno solo cantare, stonando: “Prima gli italiani”. 

Ma poi c’è da aggiungere che: (Marcello Buttazzo non me ne vorrà se aggiungo alla sua nota un post pubblicato su Facebook NdR)

«Per settimane ci hanno fatto due palle così (esatto, due palle) per aprire tutte le chiese subito, a Pasqua, la domenica, e ogni singola funziona religiosa, per curare l’anima, a costo anche di mettere a rischio la salute degli italiani e di smentire lo stesso Papa Francesco. Poi, al momento del voto in Parlamento (l’unica cosa che conta), la maggioranza propone un emendamento per far ripartire le funzioni religiose in chiesa in sicurezza, Salvini e la Meloni cosa fanno? Non votano. Si astengono. Il motivo? Perché l’ha proposto la maggioranza, e quindi a prescindere non si può votare. Tanto una scusa pronta la trovi sempre in quell’armamentario di slogan e sciocchezze con cui mitragliano sui social a ciclo continuo. Perché a loro, a questi due qui, non interessa mica risolvere i problemi, né riaprire le chiese, ma semplicemente poter continuare ad avere carne da cannone per la loro propaganda perpetua.
Dovevano riportare milioni di italiani in chiesa. È finita che si sono opposti persino a se stessi. Eccola l’opposizione “costruttiva”. L’ennesimo squallore quotidano».

Marcello Buttazzo