di Marcello Buttazzo –

Dopo il presidente del Veneto Zaia, un altro governatore di centrodestra, Giovanni Toti, s’è espresso favorevolmente alla legge di iniziativa popolare sul “fine vita” presentata dall’Associazione radicale Luca Coscioni in 14 Regioni. Le argomentazioni del governatore Toti sono sacrosante. La Corte Costituzionale s’è pronunciata, da anni ormai, esortando il Parlamento a normare questa delicata terra di confine. Toti lascerà opportunamente agli esponenti del suo schieramento della regione Liguria libertà di scelta, perché è davvero giusto eticamente non sindacare sull’autonomia dei politici votanti. Il centrosinistra storicamente è molto più aperto e più liberale su certe questioni eticamente sensibili rispetto a un centrodestra arroccato su se stesso. Personalmente, ritengo tuttavia che una sorta di deregulation, cioè leggi diverse sul suicidio assistito e sull’eutanasia in ogni regione, siano davvero un rischio. La Consulta è stata chiara, perentoria, spingendo i parlamentari dello Stato laico e liberale a legiferare. Ora, fino a quando al governo del Paese ci sarà questo centrodestra, ligio alla cosiddetta “sacralità” della vita umana a tutti i costi, pronto a blandire perfino i gruppi pro-life più integralisti, nessuna normativa nazionale sul “fine vita” sarà possibile.

Marcello Buttazzo