di Marcello Buttazzo –

Berlusconi, prima di scendere in piazza San Giovanni a Roma, con Salvini e con Meloni, ha tessuto lodi smisurate al suo mitico cane barboncino: “Dudù è un gentiluomo cane. È da lui che deriva molta mia felicità quando riesco ad averlo con suo figlio Peter. Capisce più di certi politici”. Chissà a quali politici si riferisce, l’ex Cavaliere. Silvio è un autentico spirito animalista, ha undici cani. Però Dudù è il preferito, tanto che si può permettere di rosicchiare i preziosi tappetti di Villa San Martino e di dormire nel letto con l’ex premier. È un cane docile e arguto, Dudù, che si sveglia e fa colazione con Silvio. Non è mai adirato, il fortunato barboncino. Abbaia solo un po’ ferocemente all’ex deputato di Forza Italia, Daniele Capezzone, quando gli capita di vederlo. E avrà, senz’altro, le sue buone ragioni, il Dudù furioso, considerata la cultura politica di Capezzone. Per la precisione, Silvio ha decretato: “I miei cani capiscono più di certi politici”. Non solo Dudù, ma tutti i suoi cani. Sono animaletti superintelligenti, capitalistici. Competenti. 

Marcello Buttazzo